Il "senno di poi" di Petrucci: se fosse rimasto in Barni si sarebbe giocato il titolo SBK?

Pubblicato il 17 luglio 2026, 14:17 (Aggiornato il 21 lug 2026 alle 07:45)
Danilo Petrucci affronta l'estate, sapendo che presto o tardi, volente o nolente, dovrà decidere se continuare in SBK o meno. Stiamo giurando di un ternano pronto a smettere con le competizioni? No, conoscendolo - e dopo averci parlato - possiamo scrivere che le competizioni faranno parte ancora del suo quotidiano, e mica è detto che saranno a due ruote. Vedremo, ma prima c'è da finire un 2026 in cui il "senno di poi" ronza nel paddock come una fastidiosa zanzara.
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Petrucci in BMW: Danilo è stato punto dalla M1000 RR
Ci mettiamo nei panni di Danilo e Miguel Oliveira: vedere vincere la BMW per due anni consecutivi insieme a Toprak Razgatlioglu, ha reso la sella lasciata libera dal turco assolutamente invitante. Ufficiale, direttamente collegato alla Casa madre, competente: il team Rokit Motorrad aveva attirato - ancora lo fa - più di un nome.
Una volta a bordo della M1000 RR, Petrucci si è reso conto di quanto fosse e sia diversa dalla Ducati. Logico, lo immaginava. A nostra impressione, tuttavia, il ternano ha scoperto di chilometro in chilometro che tra la V4R e la quattro ciiindri in linea le differenze non si limitino solo al propulsore. Gestione elettronica, telaio, distribuzione pesi, caratteristiche in frenata. Due mondi incomparabili.
Nel tentativo di raggiungerne il limite, toccato e verificatosi lontano dalle Rosse e non solo, il numero 9 al pari del portoghese 88 ci ha comunque dato l'anima, andando incontro a pesanti cadute. Per stare al passo di chi va più forte, bisogna rischiare. Ed è pericoloso.
Barni sempre a podio, BMW quasi mai: scelta di Danilo costosa
Se Danilo ha lasciato l'Indipendente Barni per l'ufficiale Rokit Motorrad cercando - e trovando - più denaro, lo capiamo. Un professionista và dove è pagato meglio. Solitamente. La formazione di Marco Barnabò, seconda casa per Petrucci in quanto super competitivo sulla V4R, ha fatto parte della sua carriera, ma l'occasione BMW andava accettata nell'insieme del pacchetto.
Sino a qui, non abbiamo scritto qualcosa di rivoluzionario o stravolgente. Ci sono dei "ma" e dei "però", facili da sottolineare a posteriori. Ma se Petrux fosse rimasto in Barni, sarebbe andato sempre a podio come fa Yari Montella, terzo in classifica? E avrebbe conteso la vittoria al duo Aruba.it Racing? Però Nicolò Bulega e Iker Lecuona sono Factory, certo. Certo: ricordate Danilo nel posto giusto al momento giusto? Era in grado di fare qualsiasi cosa. E non dimentichiamolo: quest'anno l'azienda ha sfornato la nuova V4R, capace di alzare ulteriormente l'asticella del campionato.
Il discorso suona a mò di classico "senno di poi", per il quale ci si trasforma improvvisamente (dipende...) sapientoni. Il "te lo avevo detto" patriarcale. No, dai. A parte gli scherzi: Petrucci ha fatto bene a provarci con la Casa tedesca, perchè è uscito dalla cosiddetta comfort zone. Bravo, però se si sta guardando indietro, lo capiamo.
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