BMW, da vincente in SBK alle fatiche impreviste: la "colpa" è solo della Ducati? 

Partito Razgatlioglu e arrivati Oliveira e Petrucci, la M1000 RR ha smesso di primeggiare. Asticella alzata dalla V4R, ma il team Rokit è comunque in difficoltà
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Mirko ColombiMirko Colombi

Pubblicato il 16 luglio 2026, 12:00

Petrucci e Oliveira si sentono a casa?

Partiamo da doverosi concetti. Lo staff Rokit BMW Motorrad World SBK Team è di altissimo livello tecnico e umano. Basti sbirciare nel box ed entrare nell'hospitality, per capirlo. Da Shaun Muir a Chris Gonschor, sino a Sven Blusch alle PR: la squadra è super valida e funziona.

Sempre a impressione, tuttavia, diremmo che Danilo Petrucci e Miguel Oliveira fatichino un po' nella necessaria fase di ambientamento la quale, chi ha provato lo sa, c'è o non c'è. O meglio: si realizza o no. Entrambi super professionali, parlano "lingue diverse". Potremmo sbagliarci. 

Nonostante in fabbrica si impegnino per soddisfare le richieste dei piloti, le prestazioni mancano. La M1000 RR era stata pensata per il turco: servono tempo, soldi e aggiustamenti adatti al ternano e portoghese. Tempo che, nella SBK di oggi, c'è. Ma se gli altri vanno più veloce, si rimane indietro.

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