Zambenedetti per Ducati SBK: "Pronti ad aiutare gli avversari, ma la vittoria non deve essere regalata"
Pubblicato il 14 luglio 2026, 15:35
A weekend di Donington consumato, Marco Zambenedetti si sarebbe volentieri goduto quanto realizzato poco oltre metà stagione 2026, in qualità di Responsabile Progetto SBK per Ducati. Lo avrebbe fatto volentieri, ma i giornalisti gli hanno "rotto le scatole": vincere titoli Team e Costruttori - e tra poco Piloti - merita risposte alle nostre domande. La prima? Quale è il segreto vincente. L'ingegnere: "Anzitutto, sono veramente orgoglioso di quanto realizzato dal reparto corse di Borgo Panigale assieme ad Aruba. Tutti i ragazzi ci mettono la stessa e alta passione, competenza e un grosso impegno in questo progetto. I segreti? Queste persone? Da Claudio Domenicali a piloti: a dispetto delle regole in continuo cambiamento e delle diversei condizioni, tralasciano gli ostacoli, trovando un eccellente metodo di lavoro. Dall'analisi dei dati alla personalizzazione. Il nostro pacchetto è il migliore. Il fattore umano prevale".
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Il pubblico SBK cerca varietà: non è "colpa" della Ducati
Si pensa che pubblico e tifosi perdano interesse, se uno specifico marchio domini indisturbato. E' il caso della Ducati, che ha messo in pista una nuova V4R portentosa. La superiorità potrebbe ammazzare il campionato? Zambenedetti già ne aveva discusso. Marco tocca ancora temi importanti: "La Ducati corre in SBK dall'inizio della serie. E' parte del processo e dei relativi cambiamenti. Capisco che, qualche volta, la sezione sportiva debba lasciare posto al lato dello show. Qui dobbiamo lavorare insieme per trovare un buon equilibrio, uno spettacolo migliore. Io ho vissuto diverse eree in 25 anni di corse. tra cui quando c'era solo lo sport. Adesso il bilanciamento è diverso: noi vorrremo continuare a supportare questo campionato, ma sapete: le regole a volte sono contro di noi. A noi piacciono le sfide e dare il meglio quando le carte sono sul tavolo. Non siamo della mentalità che, se non ci piacciono le carte, abbandoniamo il tavolo. Dobbiamo parlare tutti assieme con gli altri costruttori: questo deve rimanere un sport che privilegia chi sfrutta il miglior pacchetto, costituito da moto, piloti, persone. Chi merita, deve avere la vittoria. Se non sarà così, a noi non piacerebbe rimanere in SBK".
Cosa può fare Ducati per aiutare gli altri e incrementare lo show?
"Non lo sappiamo, perché dobbiamo ancora venire a conoscenza delle regole relative al prossimo anno. Stiamo aspettando. E' importante ricordare che, ogni volta arrivi un cambiamento, l'impatto sui costi è rilevante. Nel 2027 avremo differente gomme e freni. Cosa può fare Ducati? Non so. Ma posso dire cosa farà: andare avanti con medesimi metodo e approccio infusi sinora. Se altri Costruttori saranno distanti dalle nostre prestazioni, lasciatemelo dire: loro stessi si sono messi in questa posizione. Loro hanno deciso di non investire e credere nella categoria. Sarà una decisione interna. Noi mica potevamo aiutarli, perciò. Perché la scelta è stata loro. Ci siamo aperti nei nuovi regolamenti, ma nulla deve essere regalato. Questo è uno sport".
Quanto possono ancora crescere le Ducati?
"Non riesco a guardare oltre. Siamo orgogliosi, forse siamo andati oltre le nostre stesse aspettative, in qualche frangente. Ma c'è margine di miglioramento nel garage, nel metodo, sulla moto e dai piloti. Ma penso che anche i competitor, se hanno certi margini, dovrebbero crederci. Quest'anno le gomme hanno compiuto un passo in avanti. Noi abbiamo dato ai nostri piloti lo stesso e identico pacchetto tecnico. Il punto è che perché gli altri non sono in buone posizioni, adesso? Forse nel caso di alcuni i piloti, gli infortuni, una cattiva interpretazione delle gomme. Ma io non sono qui per giustificarli".
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