Lavilla: "Cilindrata aperta, ritorno dell'Aprilia, nuovi Costruttori: continuate a credere nel sogno SBK"
Pubblicato il 1 luglio 2026, 11:59
Greg in SBK: sogno cominciato da ragazzino, realizzato da pilota e... dirigente
Ricordate il Gregorio debuttante? Era il 1994. La prima esperienza significativa risale al team De Cecco guidato da Ferdinando, e una Ducati preparata ad hoc. Svestiti i panni da corridore, Lavilla continua con la camicia da manager: "E’ come realizzare un incredibile sogno. Sogno che, mi piace pensarlo, sentono pure i tifosi quando vengono a un round SBK: io e lo staff proviamo a offrir loro il piacere di essere qui con noi, facendo le cose nel contatto diretto tra gli addetti ai lavori. Chiaramente, mica tutto si può fare. Faccio un esempio: a Portimao abbiamo registrato un flusso extra di pubblico, così ci siamo resi conto che alcune attività andassero – e spero che andranno in futuro – organizzate diversamente. I numeri del Portogallo ci hanno fatto capire su quali aspetti intervenire in termini di sicurezza. Il Paddock Show era pieno di persone, tutte divertite ed entusiaste. Nella nostra felicità, perché sappiamo quanto sia importante lo sforzo di chi viene in circuito. Partenza da casa, viaggio, soggiorno, tempo e denaro speso qui, ritorno. Siccome io stesso provai da ragazzino, penso che tutti coloro vengano ad ammirare il nostro campionato, debbano essere, diciamo, premiati. Vedere espressioni soddisfatte e contente è bellissimo”.
Qui vige un ricambio generazionale esiste. Un bambino può “dare un cinque” al pilota preferito.
“Ci piace proporre iniziative e attività le quali, lo dice la cronaca, hanno funzionato a continuano a funzionare. Poi, magari, ‘copiate’ da altri (ride). Abbiamo un obiettivo preciso, quello di trasmettere il messaggio descritto poco fa: la mia e nostra passione si coniugano nel contatto che avete visto e che ancora vedrete. Insieme a Case, team, partner e sponsor abbiamo l’obiettivo di incrementare livelli di comunicazione e interazione. Chi entra nel paddock ne rimarrà piacevolmente stupito”.
Liberty Media ha comprato tutto, gli Ezpeleta controllano. E Dorna dirige la SBK. Potresti fare chiarezza?
“In realtà, nulla è cambiato, lo vedete. Sono cambiate situazioni nella gestione interna, questo sì. La comunicazione è aperta con la MotoGP Sport Enteraiment, la voglia di collaborazione c’è. Se mi diranno di andare avanti con le mie idee, io vado. E spero che continuerà così, perché vorrei dire a tutto il paddock quale sarà la direzione. Io penso che, se l’azienda è stata comprata – la nostra lo è – significa che il desiderio sia che questa funzioni bene. Sono tranquillo e fiducioso, scambio riunioni coi compagni della MotoGP ogni settimana, scambiando opinioni e proposte su come evolvere la SBK”.
Prevedi novità nel format o ‘sorprese’ in arrivo?
“Ci sto e stiamo pensando, chiaro. Nel passato abbiamo introdotto la Superpole Race e la gara aggiuntiva per la Supersport. Nonostante lo scetticismo iniziale, adesso nessuno tornerebbe indietro. E così sarà. Penso spesso al modo di far evolvere positivamente il prodotto, magari con corse più brevi e intense, oppure mettendo una gara in cui si sia cambio gomme. Lo spettacolo ne gioverebbe tantissimo, ci stiamo lavorando. Credetemi, ci impegniamo ancora parecchio, sempre lo faremo. Le proposte ai team e alle Case ci sono: alcuni dicono che io sia tenero, soft. Dicono che, invece, dovrei impormi. Ma io sono aperto, adoro agire in collaborazione, provando a soddisfare tutti. Mica facile, eh (ride)”. Il pit stop? Metterebbe in luce l’operato del team, sapete quanto sarebbe bello? C’è bisogno di apertura anche da parte dei Costruttori e delle squadre. Dal canto mio, abbonda”.

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