SBK Misano, Petrucci: "L'infortunio mi ha fatto riflettere, ma miglioro di giorno in giorno"
Valentino Aggio
Pubblicato il 12 giugno 2026, 18:47
A Misano si rivede nel paddock della Superbike Danilo Petrucci. Il pilota BMW, infortunatosi gravemente a Most, ha dato un aggiornamento sulle sue condizioni e sul processo di riabilitazione che lo porterà in pista - forse - a Donington Park con una seconda metà di campionato votata alla ricerca del feeling con la M 1000 RR.
L'infortunio: “Fino a lunedì ho provato a rientrare per Misano”
“Quando mi hanno tagliato, è stata una scena splatter”. Non ha certo perso la sua ironia Danilo Petrucci, parlando degli ematomi causati dalla caduta di Gara 2 in Repubblica Ceca. “È venuto fuori un litro di sangue che sembrava marmellata: ho dovuto fare le trasfusioni e per una settimana sono stato veramente male. Non riuscivo a dormire la notte, per alzarmi ci mettevo un quarto d'ora. Da quando ho ricominciato a camminare, ho cercato di risalire in bici il prima possibile. Fino a lunedì ho lavorato per rientrare in pista a Misano, ma non ci sono riuscito dato che non riesco ancora a stare seduto sulla moto: proverò a Donington tra un mese”.
Il recupero dall'infortunio, l'ennesimo della carriera di Petrucci, non è stato affatto facile. “Ammetto che, nei primi 20 minuti dopo l'incidente, non ho mai voluto guardare le gambe per paura di essermi rotto un femore. Sicuramente, l'ennesimo infortunio mi ha fatto riflettere. È stato un peccato perché, paradossalmente, a Most ero veloce: quando sono caduto stavo per superare Bassani che ha chiuso 5°. Abbiamo fatto vedere delle buone cose, per questo mi dispiace molto per BMW: è la prima volta che mi infortunio in un momento di difficoltà e, così facendo, ho perso tre gare e due test che ci sarebbero serviti molto per cercare di recuperare il gap. Mi dà forza il fatto di sentirmi meglio fisicamente ogni giorno che passa, ma rimane un periodo parecchio difficile. Spero che questo infortunio mi dia la forza di resettare”.
I problemi con la BMW: “Fatico in frenata, dobbiamo capire in che direzione andare”
Non è certo stato il momento migliore per infortunarsi, se mai ce ne fosse uno. “Ho scelto il momento peggiore della stagione, così come col metacarpo alla fine dello scorso anno. È stato diverso dall'infortunio col cross del 2024, quando mi trovavo veramente bene con la moto: infatti qui, dopo un mese e mezzo, riuscivo comunque ad essere veloce nonostante avessi il braccio destro fuori uso”.
Per questo, il lavoro da fare una volta rientrato sarà tanto. “Sono in difficoltà in un punto di forza sia mio che della moto, ovvero la frenata: non siamo ancora riusciti a trovare stabilità, mentre vado bene nel veloce. Infatti, ad Assen sono stato ben più veloce del riferimento di Toprak dello scorso anno. Il suo modo di frenare gli ha permesso di cucirsi la moto addosso: abbiamo troppo peso sul posteriore e non riesco ad alzare la moto, quindi non sono incisivo. Lo abbiamo capito a Most, però non ho fatto in tempo a metterlo in pratica. Se riesco a risalire in moto, vedremo di capire almeno in che direzione andare: di certo, in questo campionato non guarderemo la classifica”.
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