SBK Aragòn, Oliveira: "L'incidente del Balaton? Ricordo: era la Festa della Mamma"

Pubblicato il 30 maggio 2026, 18:45
Piacevole incontrare Miguel Oliveira alla SBK di Aragòn, perchè l'ultima volta che lo abbiamo visto di persona, era caricato su una barella. Pesante l'incidente rimediato dal pilota portoghese in Ungheria, questione sulla quale spende sorrisi: "Domanda originale" scherza "che nessuno mai mi aveva posto. No, comunque sto così così. Piano piano recupero, ho cominciato ad allenarmi in palestra, perciò sono contento. Parlando del ritorno in azione, dipenderà da come risponderà il mio corpo, ovvero, cosa mi consentirà di fare. Certo, sarebbe bello correre a Misano. Arriverei a sei settimane dall'incidente, magari si tratta di un obiettivo realistico. Spero di potercela fare. Se torno al novanta percento, va bene".
Oliveira su Bulega: situazione perfetta per Nicolò
Chiedere al portacolori del team Rokit BMW Motorrad World SBK Team se conservi o meno immagini dell'accaduto, significa ricevere altrettanta risposta divertente: "Certo. Mi trovavo al Medical Centre, ricordo il giorno: era la Festa della Mamma. Come sapete, ho rimediato una commozione cerebrale. Ma ricordo che mi sono spostato, nella manovra con Andrea Locatelli. Penso si trattasse di un normale incidente di gara. Considerando l'impatto, avere qualche immagine nella testa, è una cosa corretta".
L'incidente più terribile di carriera?
"No. Il peggiore fu a Phillip Island 2019. Rientra nei più spaventosi: andato largo un po' fuori pista. Gli incidenti terribili sono quando realizzi costa sta per succedere, e che sarà doloroso. Quanto successo al Balaton, è diverso: era già steso nell'ambulanza, avevo già fatto tutto (ride)".
Andrea Locatelli e la manovra. Hai analizzato le immagini?
"Come detto, incidente di gara. E' dura trovare una colpa a qualcuno. Due piloti hanno provato a rientrare in traiettoria, lui voleva contestualmente, superare. Non penso che abbia responsabilità, nessuno ne ha, nemmeno nel contatto. Andrea e io siamo stati coinvolti in una specie di effetto domino. Succede in gara, specialmente in curva dal raggio a novanta gradi. Difficile dare colpe a qualcuno. E nemmeno penso che la pista fosse pericolosa o inadatta alla circostanza".
Col team BMW ad Aragòn. Sei venuto a fare gruppo.
"Quando ho visto Danilo Petrucci farsi male, mi è dispiaciuto apprendere come fosse l'ambiente nel box. Con me infortunato e lui pure, mi girava per la testa il pensiero di partire per il Motorland e provarci. Magari sono abbastanza posto fisicamente, valutavo. Volevo mostrare loro che stessi bene. E sono qui, sebbene tecnicamente incapace di guidare, però per stare coi ragazzi e fornire le mie opinioni. Volevo ritrovare lo sprito di squadra. Spero che Petrucci torni quando sarà effettivamente pronto. Ho parlato con lui, chiedendogli delle condizioni fisiche. Ho visto in video che cammina, mi auguro di ritrovarlo presto. Dopo un incidente del genere, bisogna solo tornare in sella e pensare alla guida, senza pensare al corpo. Questa è la sua mentalità".
Campionato quasi "finito". Nicolò Bulega chiuderà i conti a Donington?
"Situazione straordinaria, ciò è chiaro. In termini di Costruttori, Nicolò dispone di una superiorità tecnica. E anche lui è superiori in qualità di crescita, nella guida e nell'esperienza complessiva. Ora lui corre contro sé stesso, capendo cosa può fare, controllando tutto alla perfezioni. Immagino che nemmeno avverta pressione da gestire. La sua condizione è perfetta. Per quanto riguarda me, desidero sapere a quanto ammonterà la mia condizione fisica per, eventualmente, sfidarlo. Il target realistico è essere la prima non Ducati".
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