SBK, Rato come Icaro: dategli (almeno) le ali per andare più in alto

Primi punti iridati per Mattia al Balaton: con la Yamaha più datata del lotto e sprovvista di configurazione aerodinamica aggiornata, il pilota lombardo e MotoXracing fanno miracoli

Mirko ColombiMirko Colombi

Pubblicato il 5 maggio 2026, 12:11

Osservate la la R1 di Mattia Rato. Rispetto alle altre cinque Yamaha titolati, la numero 13 è sprovvista dell'aggiornata configurazione aerodinamica. Questo evidente particolare e altri infiniti dettagli poco visibili o nascosti spiegano quanto sia datato - ma ben curato - il materiale usato dal team MotoXracing, nella medesima sfida mondiale: lanciare piloti giovani in SBK, dove le Case ufficiali imperano. Nonostante il gap tecnico, la formazione blu è a oggi da promuovere.

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Rato vuole volare in SBK: tutto nuovo per Mattia 

Classe 2005, Mattia è un giovane monzese che ha corso nel Campionato Italiano Velocità e nel FIM JuniorGP World Championship a buoni livelli. I quei contesti ha potuto conoscere le caratteristiche dei singoli tracciati inseriti in calendario, migliorando sempre. 

La SBK edizione 2026 è per lui completamente da scoprire, o quasi. Phillip Island novità, Assen vista solo in TV, di Balaton Park ne aveva sentito parlare... malgrado abbia l'esigenza di - almeno - capire dove e come mettere le ruote, Rato si è difeso egregiamente. E in Ungheria ha pure preso 2 punti nella manche di chiusura.

MotoXracing "spericolato" in SBK 

In MotoXracing corrono Bahattin Sofuoglu e Mattia Rato. Il turco è al secondo anno di "1000" e guida una R1 più aggiornata rispetto alla Yamaha dell'italiano. Dal lato sinistro del garage, se guardato dalla pitlane, ottimizzano quanto a loro disposizione: "Non sembrerà, ma ci assumiamo dei rischi" la sfida contro i colossi ufficiali impone determinato e alternativo atteggiamento "con scelte tecniche originali ma dalla possibile sorpresa. Siamo contenti di quanto fatto sinora, ma vorremmo ottenere di più".

L'obiettivo sarebbe conseguibile, qualora il Costruttore supportasse squadra e piloti. Parliamo anche di Sofuoglu, naturalente, anch'egli giovane e su cui puntare. Evitando di fare i "conti della serva" tipo "l'inesperienza pesa sette decimi al giro, la moto ne paga uno, sulla distanza il gap si accumula", abbiamo la sensazione che il team, con tecnica più evoluta, infastirebbe chi di questa tecnica già ne fruisce. 

Rato diverso da Icaro: Mattia è umile 

Icaro e Dedalo, rinchiusi nel labirinto di Creta dove imperversava Minotauro, non ne potevano più della forzata prigionia imposta dal Re Minosse. A differenza dello studioso padre Dedalo, il figlio Icaro era impulsivo. Quando Dedalo inventò le ali, dotando il genito, lo avvertì: "Ehi, vola a media altezza" come il Capotecnico al pilota "non troppo vicino all'umidità nel mare e distante dal calore del Sole. Queste piume potrebbero disfarsi".

Sì, come no. Icaro, superbo, disubbedì all'esperto genitore. Lui voleva andare più in alto possibile, inebriato dall'unica esperienza per la quale l'essere umano non può provare coi propri mezzi naturali. Sali e sali, ecco il caldo. Le ali si sciolsero, lui cadde in mare.

Mattia Rato è invece umile, modesto. Desidera andare nella parte alta della classifica SBK, mettendoci manetta & silenzio, mix che riesce a pochi. I primi due punti iridati sono stati presi, siamo sicuri che ne arriveranno altri. Ah, come sarebbe bello vedere la sua Yamaha R1 un pelo più aggiornata...

 

 

 

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