Bautista: "Bulega? Mi aspetto una top 10 da lui in MotoGP"

Pronto a cominciare un nuovo capitolo della carriera con Barni, lo spagnolo ha raccontato il suo 2025 e la grinta ritrovata per il 2026. E su Bulega...

Serena ZuninoSerena Zunino

Pubblicato il 8 novembre 2025, 14:54

Dietro a Toprak Razgatlioglu e a Nicolò Bulega, che hanno lottato per il titolo, ha chiuso Alvaro Bautista, terzo, che a fine stagione ha anche salutato il team Aruba. Nel 2026 lo attende una nuova sfida con il team Barni, sempre alla guida della Ducati, dove ha ritrovato una nuova motivazione.

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Bautista ripercorre il suo 2025

Il 2025 che anno è stato per te?
“Difficile a livello sportivo. Abbiamo avuto delle difficoltà anche quest’anno con il regolamento del peso minimo e quindi la zavorra che ho dal 2024. Non sono anni facili perché chiaramente sto competendo in condizioni peggiori rispetto agli altri. Quindi sono orgoglioso perché siamo riusciti a prendere il meglio, soprattutto nella seconda parte di stagione siamo stati più costanti. Il massimo che potevamo raggiungere era il terzo posto ed è quello che abbiamo fatto. Anche con qualche difficoltà in più, perché quando ho voluto fare di più sono caduto, anche a inizio anno ho avuto tanti incidenti con altri piloti e ho perso tanti punti. Per le condizioni in cui abbiamo corso eravamo terzi in pista e alla fine abbiamo concluso così. Non abbiamo mai mollato”.

Hai anche raccolto le firme per far abolire questo regolamento sul peso minimo.
"Durante questi due anni parlando con gli altri piloti tutti erano d’accordo che questa regola non fosse giusta. Non si tratta di equilibrare una categoria, non si sta penalizzando un marchio, ma i piloti per il loro fisico. In questo caso penalizzava solo me. Fare una regola per penalizzare il fisico dei piloti non è giusto, soprattutto se questa riguarda solo un pilota. Visto che tutti erano d’accordo, ho pensato di metterlo per iscritto alla fine di quest’anno e così ho fatto. Tutti hanno firmato tranne Jonathan Rea perché non ci siamo incontrati. Ho presentato tutto a Dorna e alla FIM, vediamo cosa viene fuori. Chi è sulla moto alla fine siamo noi piloti, che rischiamo la vita a 300 km/h e solo noi sappiamo cosa succede. Le Case non girano con le moto. Tante persone che prendono decisioni non sanno cosa succede quando sei in moto".

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