Rolfo: “Il ritorno di HRC è un toccasana per la SBK”

Roberto accoglie bene la nuova Honda affidata a Bautista ed Haslam ma avverte: “Attenzione ai costi, la serie dovrebbe rimanere vicina alla stock”

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Mirko ColombiMirko Colombi

Pubblicato il 10 gennaio 2020, 12:34 (Aggiornato il 11 gen 2020 alle 08:50)

La vasta esperienza di Roberto Rolfo nell’ambito delle derivate di serie e i tre anni spesi coi colori Honda in SBK hanno attirato l’attenzione del pilota torinese, che vede di buon occhio il ritorno di HRC nel paddock mondiale.

Roby, fresco vincitore della 8 Ore di Sepang nella categoria Superstock, interpreta il 2020 dell’Ala dorata così: “Il fatto che l’HRC voglia tornare seriamente è un punto di grosso interesse per tutto il movimento delle serie - spiega - perché dimostra quanto le Case vogliamo far crescere il campionato, un po’ in discesa di audience negli ultimi anni. Honda vuole fare come Kawasaki e Ducati, cioè, partecipare davvero alla SBK, mettendo un impegno diretto ed attivo. Ottima notizia, quindi, ci voleva davvero. Per i tifosi e per gli addetti ai lavori”.

SBK 2020: Alvaro Bautista con la Honda

Con HRC che investe, Yamaha con cinque moto ufficiali e BMW coinvolta seriamente, i costi complessivi salgono?

“Sicuramente. Basti pensare che la Panigale V4 R sia da considerarsi quasi un prototipo e la Ninja di Rea ufficiale factory al 100%. Bella cosa, ma, secondo me, la SBK dovrebbe essere proposta con un regolamento Superstock, siamo in tanti a pensarla così".

"Stiamo parlando di moto derivate dalla produzione di serie e, parlando dei team privati, con costi più accessibili, potrebbero aumentare nel numero di iscritti e partecipare per ottenere risultati di rilievo. I piloti ufficiale e quelli indipendenti dovrebbero avere un gap prestazionale contenuto entro il mezzo secondo al giro; in quel modo, la battaglia in pista sarebbe più equilibrata. Le Case dovrebbero intervenire con aiuti alle squadre, intervenendo sulla gestione elettronica, sulle sospensioni e inserendo eventuale personale. Per me, la SBK deve tornare alle origini, cioè, più vicina al prodotto standard, acquistabile da tutti”.

A proposito, come hai visto la nuova CBR RR-R?

”Da vedersi è bellissima, niente da eccepire sul fattore estetico, Promette bene e, se la base tecnica di serie è buona, anche l’evoluzione portata in pista lo sarà. All’inizio la moto avrà bisogno di un periodo di rodaggio, ovviamente. Dopo qualche round, la Honda inizierà a mostrare il proprio potenziale di competitività, affidandosi a due piloti forte ed esperti”.

Bautista ed Haslam, appunto: chi dei due farà meglio?

“Parto da Haslam. Per me Leon è un vero pilota Honda. Lui ha già corso per la Casa di Tokio nella sua carriera, si è ben adattato: Haslam è aggressivo ed efficace in frenata, caratteristica di guida sempre ben accetta dai modelli HRC. Se anche la moto nuova avrà doti tali, l’inglese potrebbe fare bene nei duelli corpo a corpo e nel giro singolo. Invece, Alvaro potrebbe patire nel giro secco ma, parlando di una gara completa, lo spagnolo parte - secondo me - con un vantaggio: riesce a conservare meglio le gomme sulla lunga distanza, grazie al suo stile pulito e redditizio. Perciò, Leon più attaccante, Alvaro maggiormente costante, anche nell’arco del campionato”.

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