Dopo Biaggi mai più: l'Italia può (e deve) vincere il titolo SBK 2026

Max è il solo pilota tricolore a imporsi nel mondiale delle derivate di serie. Bulega, Petrucci, Locatelli, Bassani, Iannone, Montella, Baldassarri, Manzi, Surra, Rato attesi a grandi risultati
Dopo Biaggi mai più: l'Italia può (e deve) vincere il titolo SBK 2026

Mirko ColombiMirko Colombi

Pubblicato il 30 dicembre 2025, 08:41

Max Biaggi nel 2010, Max Biaggi nel 2012. Poi basta. Sulle 38 edizioni completate, troviamo un solo pilota tricolore in grado di laurearsi campione del mondo SBK, titolato in entrambi le edizioni assieme all’Aprilia ed equipaggiato RSV4. Bellissimo racconto, ma strano e paradossale computo per la bandiera italiana, da sempre colonia fissa nel paddock delle derivate di serie. E’ come se ai vari protagonisti fosse mancato qualcosa o qualcuno, tra episodi sfortunati, battaglie perse o manciate di punti. Sponsor e addetti ai lavori desiderano ammirare il verde-bianco-rosso, ecco perché la stagione in arrivo è importante, forse decisiva: al di là dei numeri, il folto e variegato plotone nazionale vanta profili e qualità per riscrivere l’Albo d’Oro, arricchendolo di peculiarità originarie del Bel Paese. Nella entry list contiamo 10 iscritti nostrani, ognuno con ottime possibilità di ben riuscita e, perché no, posta piena.

La potenza di fuoco Honda in MotoGP è impressionante 

 

 

Bulega favorito della SBK 2026, ma successo tutto fuorché scontato

Troppo “facile” scommettere su Nicolò Bulega, vice iridato 2023 e 2024: uscito di scena Toprak Razgatlioglu e arrivata la nuova Panigale V4 R, il ducatista è dato all’unanimità quale favorito alla corona 2026. Ciò detto, il ventiseienne di Montecchio Emilia mica ha già vinto, anzi. Poiché sotto pressione, Bulegas sa che il nemico in più sarà il fatto di dover trionfare “per forza”, come se corresse sprovvisto di avversari. Reduce dalla proficua e istruttiva parentesi MotoGP – rimasta aperta – Nicolò dovrà rimanere concentrata sulla missione primaria, senza farsi distrarre dalla Desmosedici, ricordandone il promesso ruolo da collaudatore e il bisogno di sviluppare la 850. Bulega lo sa meglio di noi: tenendo alta la guardia, l’impresa è possibile. Sempre che Danilo Petrucci sia d’accordo. Il ternano si gioca forse tutta la carriera, correndo laddove Razga ha lasciato due segni. La M1000 RR e Petrux si troveranno vicendevolmente? Lo spera chi ama lo show, nel raccomandabile duello da lanciare a Bulega. Rimanendo in ambito Ducati, ulteriore chance offerta a Yari Montella, interessante campano e campione europeo Moto2 edizione 2020. Barni ha in lui il giovane, mentre Alvaro Bautista è l’esperto: Yari gareggerà facendo valere quanto appreso nell’arco del 2025, magari sparando qualche freccia. Alberto Surra debutta sulla quattro cilindri Motocorsa, facendo leva su un background maturato in Moto3 e classe di mezzo, oltre a parecchio allenamento col cross. Il torinese può contendere l’effige di Rookie of the Year ai pari condizione.  Lorenzo Baldassarri torna, montando sulla sella Go Eleven. Marchigiano ormai di portata internazionale, sicché chiamato a ottenere premi e podi. Gianni Ramello e Denis Sacchetti ne sarebbero lieti. Andrea Iannone, nella lista previo team Cainam Racing, è misterioso. Della squadra nulla si sa, tranne che porta la sigla della società aperta in Svizzera dall’abruzzese. Le V4 R ultima specie sono già state ordinate dai rivali, mentre la sua no. Si butterà nella mischia col modello “vecchio”? Gli interrogativi superano le esclamazioni, per ora. Andrea Locatelli risponde affermativamente, essendo il bergamasco l’asso Yamaha e vestito di blu dal 2021, ricordando l’alloro Supersport 2020. La R1 Factory della formazione inglese Crescent è conosciuta a menadito, vedremo se l’inverno le ha fatto guadagnare cavalli e accelerazione. Stefano Manzi si porta il sigillo applicato l’anno scorso, nel trionfo a bordo della R9. Per il romagnolo il salto è alto, meglio così: lui stesso punta lassù, quindi il discorso fila assieme alla struttura GYTR GRT. Mattia Rato scommette su sé stesso, lanciandosi nel team Motoxracing. Al comasco piace l’idea mondiale: scartati i prototipi, provati nel CEV, ecco un paddock dove mostrare il potenziale. Ancora inespresso Axel Bassani, veneto che continua a famigliarizzare a bordo della Bimota. El Bocia ha bisogno di sentire avantreno e percorrenza: trovata la quadra e ripristinate le tonde traiettorie predilette, sulla Rimini KB998 marcata 47 Axel ritroverebbe lo spirito di bagarre un po’ spento nei tempi recenti. Dal Corsaro nero al presente, ne è passata di acqua sotto i ponti. A precedere il bis del romano, sembrava che l’Italia della SBK soffrisse di un forte tabù.

Tanti campioni tricolori in SBK, però senza titolo

Fabrizio Pirovano. Davide Tardozzi, Marco Lucchinelli, Giancarlo Falappa, Mauro Lucchiari, Pierfrancesco Chili, Lorenzo Lanzi, Michel Fabrizio, Marco Melandri, Michael Ruben Rinaldi e Nicholas Spinelli. Titolari di oggi a parte, dal passato abbiamo notevoli personaggi, addirittura miti, bravi nell’imporsi in almeno una manche, tuttavia privati della gioia che solo Max può raccontare, nelle feste celebrate a Imola e Magny-Cours. Biaggi si ritirò da numero 1, malgrado quella tabella venne esibita esclusivamente nel 2011, in mezzo ai due titoli. Ci aveva preso gusto in 250 Grand Prix, per cui niente marketing o cifre iconiche del caso. Farsi largo in un campionato nel quale gli anglosassoni hanno dominato (quasi) in lungo e in largo appariva tra la metà degli anni Novanta e i primi Duemila quasi come una mission impossible, invece – sorretti da squadre e aziende con base sparse sullo Stivale, i vari americani, britannici e australiani sono stati battuti in tantissime gare, ma di mondiali se ne contano pochi.

Bulega, Petrucci e Locatelli, magari anche Bassani: quattro candidati 2026

Sulle spalle di Bulega, Danilo e Locatelli gravano i maggiori pesi da sorreggere, volete per i rispettivi palmares e talenti, aggiungiamo il privilegio di essere schierati da Ducati, BMW e Yamaha ufficiali. Nicolò accoglie Iker Lecuona, spagnolo bisognoso di riscatto ed ex Honda. Danilo ha in Miguel Oliveira un compagno conosciuto in MotoGP, Andrea condivide il garage con Xavi Vierge. Difficile fare pronostici, come complicato è prevedere il rendimento di Bassani, ricordando una Bimota spinta dal propulsore Kawasaki. Alex Lowes l’ha sfruttata, Axel no, ma lo farà presto. Sono due i round organizzati sul terreno amico: Misano a metà giugno, Cremona verso fine settembre. Un classico e una novità, entrambi carichi di passione e portatori di wild card. Ricordate quale furono le carte selvagge sferrata da Biaggi a carriera finita? Doppio sesto posto al Marco Simoncelli, podio a Sepang, Malesia. Parliamo del 2015, a seguito di un ritiro annunciato tre anni prima.

In Romagna le TV toccarono picchi di audience mai registrati, con Max attorniato da telecamere ovunque, addirittura una piazzata di fianco all’interno del box. Le imprese firmate nel Motomondiale lo avevano reso celebre, però anche le vittorie in SBK gli arricchirono il Curriculum. Questo per dire che la posta in palio nel 2026 è alta, a chiudere l’era Pirelli, Casa milanese che inventò e istituì il concetto di monofornitura pneumatici. L’Italia eccelle in qualsiasi campo, ora tocca ai piloti. Volete vedere che questo è l’anno buono, o meglio, ottimo?

 

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

Supersport, Borja Jiménez è il secondo pilota WRP Racing

Il pilota spagnolo, al debutto nella categoria, sostiuirà Petr Svoboda. Il ceco ha dato forfait per recuperare al meglio dopo i diversi infortuni

I test SBK fanno acqua da tutte le parti: sfida Petrucci-Bulega rimandata

Pioggia a catinelle a Jerez: Danilo rimane in testa, veloci anche Manzi e Montella, Bulega fermo ai box