SBK 2025, duello Bulega Razgatlioglu: consegnato alla storia  

Il confronto tra i due merita di essere accostato alle grandi battaglie del campionato: dall’epico 2002 con Bayliss ed Edwards, ai derby Biaggi-Melandri
SBK 2025, duello Bulega Razgatlioglu: consegnato alla storia
 

Gianmaria RosatiGianmaria Rosati

Pubblicato il 31 maggio 2025, 09:00

Il presente di Toprak si chiama BMW, Casa che prima di sbloccarsi l’anno passato grazie al turco aveva accarezzato il sogno del primo alloro nel 2012. In quel caso, l’azienda tedesca si trovò a fronteggiare – oltre alla Kawasaki – un altro marchio italiano, l’Aprilia. Fu una stagione tra le più imprevedibili di sempre, contraddistinta dalla battaglia a tre tra Marco Melandri, Max Biaggi e Tom Sykes, con i due italiani particolarmente agguerriti tra loro. Furono proprio Marco e Max, reduci da un 2011 ricco di momenti di tensione, a regalare la maggiore dose di spettacolo, come per esempio la battaglia fino all’ultimo metro in Gara 1 ad Aragón, vinta dal romano. La sconfitta non fermò la cavalcata di Melandri, almeno fino agli ultimi tre round, quando cinque “zero” in sei manche consegnarono il titolo a Biaggi, vincitore per mezzo punto sul regolare Sykes. Tra i duelli spalla a spalla, un dualismo che può ancora di più avvicinarsi a quello tra Bulega e Razgatlioglu è quello andato in scena a cavallo tra il 2006 e il 2007 tra la Ducati di Bayliss e la Honda dell’ex di turno James Toseland, anche per  quanto riguarda i rapporti fuori dalla pista. Se Melandri e Biaggi spesso manifestarono più di un pizzico di antipatia reciproca, la battaglia tra Troy e James rimase sui binari della cavalleria, nonostante alcune gare al cardiopalma. Come Gara 2 ad Assen nel 2007, con un meraviglioso duello all’ultimo giro risoltosi solamente sotto la bandiera a scacchi, con Bayliss bravissimo a sfruttare una migliore uscita dall’ultima “esse” per fulminare il rivale. Il principale rivale per il titolo di Toseland in quella stagione fu però Haga, che disse addio ai sogni di gloria soltanto nell’ultimo round di Magny–Cours: il giapponese terminò la stagione a due punti dall’inglese.

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