R3 World Cup, Di Persio campione in anticipo: “La lucidità ha fatto la differenza”

Pubblicato il 1 ottobre 2025, 10:32
Spesso e volentieri, nei campionati monomarca è l'incertezza a regnare sovrana ed è molto complicato che un pilota riesca a fare una differenza tale da conquistare il titolo in anticipo. Eppure, è proprio ciò che è successo nella Yamaha R3 BLU CRU World Cup, serie che si disputa in concomitanza con il mondiale Superbike che al Motorland di Aragòn ha visto Alessandro Di Persio trionfare sia in Gara 1 che in Gara 2 laureandosi campione nel migliore dei modi. Il pilota italiano ha vissuto una stagione davvero stellare, con sei vittorie e tre secondi posti all'attivo che gli hanno permesso di chiudere i giochi con un round ancora da disputare. Gli abbiamo chiesto ciò che si prova nel raggiungere tale traguardo e non solo: ecco cosa ci ha detto in esclusiva.
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Di Persio: “Ho pianto nel casco. La lucidità in gara è stata fondamentale”
Che emozione hai provato quando hai realizzato di essere diventato campione del mondo?
“E' un'emozione grandissima. Sicuramente ci vorrà qualche giorno per rendermene conto per davvero, ma ammetto di aver pianto di gioia nel casco una volta tagliato il traguardo. Prima di partire ero estremamente teso sapendo che avrei avuto la chance di chiudere i giochi in anticipo e mi sono passati per la testa tutti i momenti di difficoltà che ho vissuto in passato, ma alla fine non solo ce l'ho fatta, ma sono diventato campione vincendo anche la gara”.
In un trofeo monomarca è raro vedere qualcuno trionfare in anticipo: cosa ti ha permesso di fare questa differenza?
“Sicuramente il fattore più importante è stato la lucidità in gara, perché durante gli ultimi giri ho sempre impostato una strategia trovandomi al momento giusto nelle posizioni che contano, cosa che molti miei avversari non fanno. In più, sono migliorato molto nei sorpassi e nell'aggressività, aspetti importantissimi in una categoria come la 300 o la R3 Cup”.

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“Il team alle spalle è fondamentale. Il futuro? Felice della Sportbike”
Quanto è importante il team che si ha alle spalle in un monomarca?
“E' fondamentale e io ho avuto la fortuna di poter contare su un team (Arco Motor University, ndr) estremamente preparato sulla 300 che ha anche già vinto il mondiale in passato. Mi hanno aiutato molto sotto l'aspetto mentale e sanno sempre come migliorare la moto in base ai miei feedback”.
E ora, cosa ti riserverà il futuro? Soprattutto considerando l'uscita di scena della SSP300...
“Ad essere onesti sono contento di non dover andare in Supersport 300 ma nella nuova Sportbike, perché sono sicuro che sia una categoria più formativa. Al momento non so ancora che cosa aspettarmi per il prossimo anno visto che salirò su una moto nuova che avrà anche bisogno di sviluppo, ma sono sicuro di poter arrivare in alto anche lì”.
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