Franco Morbidelli: pro e contro dell'esperienza endurance a Sepang

Il pilota del team Petronas Yamaha MotoGP è il rappresentante “velocista” più atteso della 8 Ore, essendo lui iridato Moto2 nel 2017 ed uno dei migliori corridori della classe Regina di oggi

Franco Morbidelli: pro e contro dell'esperienza endurance a Sepang

Mirko ColombiMirko Colombi

Pubblicato il 11 dicembre 2019, 20:12

Per il “Morbido” - 25 anni compiuti il 4 dicembre - la gara malese di durata sarà una vera e propria novità, nella quale troverà vantaggi (teorici) e svantaggi (relativi), che ora andiamo ad elencare.

VANTAGGI

Conoscenza del tracciato - Il SIC di Sepang è ampiamente conosciuto da Morbidelli, che ci ha gareggiato in ben sei occasioni tra Middle e Top Class. La pista per lui non ha segreti e i podi calcati nel 2016 e 2017 dimostrano quanto i 5543 metri d’asfalto, ricco di curve lente e veloci siano graditi al romano di Tavullia. Oltretutto, Franco conosce bene anche le caratteristiche climatiche del posto, alle quali assuefarsi semplice non è.  

Il team - Yamaha lo ha fortemente voluto. Per promuovere al meglio la 8 Ore, occorreva (anche) un pilota del suo calibro, ed è arrivata per Morbidelli la convocazione: “Vola a Sepang e sarai ripagato”. Tradotto in soldoni - che non mancheranno - significa che la sua presenza in Malesia gli garantirà appoggi e privilegi dalla Casa dei tre diapason. Ed ecco allestito lo Yamaha Sepang Racing, una squadra di grande livello: con il Morbido ci saranno anche Michael Van Der Mark - un titolo Stock 600, uno Supersport e vittorie in SBK - ed Hafizh Syahrin, pilota MotoGP ed idolo locale. Mica poco.

La moto - Volete dire che Yamaha non darà al trio più atteso una R1 M all’altezza della situazione? Certo che gliela darà, con tutti gli ingegneri giapponesi del caso, al servizio dei tre corridori. Per le Case l’evento è molto importante, specialmente per quelle nipponiche. Essendo una corsa di durata ed una “premiere”, il meglio del meglio verrà portato in pista, proprio come usano fare alla 8 Ore di Suzuka. Non stupitevi se i tempi sul giro, ma anche sul passo gara, saranno non poi così distanti da quelli della MotoGP.

SVANTAGGI

Prima volta nell’Endurance - “Bè, ma le gare di durata sono più facili di quelle sprint”. Chi ha sostiene ciò, si sbaglia. O meglio: ovviamente, ogni specialità prevede difficoltà tutte sue e, appunto, la parola “specialisti” è degna dell’Endurance. A Franco la velocità non manca, ma saprà lui “capire” i momenti della corsa? Inoltre, saprà Morbidelli tenere a bada gli istinti tipici del pilota MotoGP? Nella Regina, ogni metro e sorpasso è fondamentale, nell’Endurance un po’ meno, nel senso che, a volte, meglio attendere che attaccare.

Convivenza e convittualità - I tre piloti scelti avranno più di un motivo per fare il tifo l’un per l’altro. Cosa che non si vede nel Motomondiale, tantomeno in SBK. Fino a qui tutto bene: Morbidelli spererà che VDM e Syahrin siano in grado di essere super competitivi. Il problema è un altro: Franco è abituato ad avere attenzioni particolari nel garage ed un assetto totalmente dedicato alla sua taglia ed al suo stile di guida. Nella durata ci si deve adeguare, spesso condividendo compagni di sella più o meno pesanti, più o meno alti, più o meno capaci. Senza dimenticare taratura delle sonspensioni, semimanubri e pedane. Per l’ex iridato Moto2 tutto sarà da scoprire.  

Caccia all’uomo - Sapendo con chi avranno a che fare, i meno “famosi” rivali faranno di tutto per sorpassare Morbidelli. Questo è certo. Un conto è avere la meglio in staccata sul polacco Piotr Biesiekirski (sperando di averlo scritto correttamente) un altro è superare un iridato Moto2 e protagonista della MotoGP, nonché “allievo” di Valentino Rossi. Ovviamente, lui queste cose le sa e non si stupirà se, negli occhi dei rivali, spunterà un mirino simile a quello degli aerei della seconda Guerra Mondiale.

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