Folgori: "Sbagliato pensare che senza la VR46 Academy non ci siano giovani"

Pubblicato il 1 settembre 2026, 12:44
Folgori: “Strumentale pensare esista solo la VR46 Riders Academy”
Da Coordinatore della Direzione Sportiva FMI, gestisce i rapporti anche con altre realtà del panorama sportivo come la VR46 Riders Academy, che ogni anno ospitate a Misano prima della CIV Racing Night.
"Proprio in quell’occasione parlavo con il loro responsabile del fatto che esce sempre il messaggio “Ah, se non ci fosse la Academy...”. È strumentale, che per certa stampa e una certa opinione pubblica serve che loro siano quelli che salvano il motociclismo e noi siamo quelli che lo affossano, però non è così. C’è simbiosi di lavoro, confermato dal giovedì della Racing Night. Noi abbiamo affittato la pista e li abbiamo invitati ad allenarsi, così come tante volte ci hanno invitato al Ranch. Con la VR46 Riders Academy c’è un lavoro continuo da dieci anni: noi creiamo il gruppone nel quale loro vengono a prendere i ragazzi che ritengono più meritevoli. Ma non è che prendono piloti che erano “soli”: scelgono ragazzi che noi abbiamo cresciuto, costruito, segnalato, portato ad allenare e valorizzato".
Con il presidente Copioli abbiamo parlato del ruolo del progetto Pata Talenti Azzurri, che però molti non ritengono ancora sufficiente: cosa ne pensa?
"Anche i media devono aiutarci, il 50% della griglia del mondiale SBK è italiano, due degli ultimi tre campioni del Mondo della SSP sono italiani, fino a un paio di gare fa avevamo un pilota italiano in testa alla MotoGP con una Casa italiana. Abbiamo vinto diverse gare nel MotoJunior ma si parla soltanto del sistema giovanile che non funziona. Non vinciamo tutte le gare, ma non è vero che non funziona. Abbiamo avuto periodi più vincenti, ma lo sport è ciclico: non c’è un americano in MotoGP, c’è un australiano, due francesi, non ci sono tedeschi... Se noi non vinciamo unagara per tre weekend di fila si scrive che è fallito il sistema. Abbiamo un campionato che sta in piedi da solo ed è un’eccellenza, però per certa stampa è sempre meglio “di là”. È una cosa molto culturale, tutta italiana, quella del “sarà sempre meglio quello che fanno gli altri”, ma così sarà sempre più faticoso. Nelle prime due gare del mondiale Junior Moto3 abbiamo fatto o primo o secondo e si parla di crisi e di assenza di giovani piloti...".
In questo percorso di crescita e sviluppo dei piloti e del CIV, quale aiuto ricevete dalle Case?
"La Federazione è molto sola, se devo dire la verità, manca l’aiuto delle Case. Il motociclismo è uno sport che non è soltanto l’espressione di una disciplina sportiva, ma rappresenta un movimento che dietro di sé ha le Case, le industrie, è uno dei motori di questo settore. La parte sportiva alimenta le vendite e per questo è centrale per tutto l’indotto che c’è dietro. Quello che manca è che noi siamo spesso quelli che devono portare avanti questo progetto e il risultato ricade su tutto il movimento, ma da questo punto divista siamo soli".
Qualcosa si sta muovendo, però.
"Quello che abbiamo fatto qualche settimana fa al Ministero degli Affari Esteri con tutte le Case ha certificato il ruolo della Federazione sotto questo punto di vista, perché è stato il collante tra il Governo e le industrie. Dobbiamo ripartire da quello perché il nostro lavoro non può essere isolato. Non possiamo andare avanti a tentativi per progredire, perché se siamo da soli a volte indovini a volte no, è complicato. Non bastano i Trofei monomarca per dire di aver fatto qualcosa".
2 di 2
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading

