Folgori: "Sbagliato pensare che senza la VR46 Academy non ci siano giovani"

Pubblicato il 1 settembre 2026, 12:44
Il Campionato Italiano Velocità è in continua evoluzione. Nuove classi, nuovi regolamenti tecnici e sportivi, piste al debutto come il Cremona Circuit tra poche settimane. Sono oltre 120 i piloti iscritti in modo permanente al Dunlop CIV 2026, con griglie da oltre 30 partenti sia in Superbike che in Sportbike e più di venti piloti in Supersport e Moto4 Italy Cup. Soltanto la Moto3 – che ha nel campionato italiano l’unica serie nazionale a mantenere la classe seppur con regolamento diverso rispetto al palcoscenico iridato – mostra il fianco e aspetta (forse) la riforma del Mondiale per rilanciarsi. La prima incombenza è però legata all’accordo con il fornitore unico di pneumatici e title sponsor Dunlop, in scadenza quest’anno: il bando per il prossimo triennio è già aperto e questo potrebbe portare ulteriori novità e occasioni per il CIV. Il cui responsabile Simone Folgori è al centro di tutte le attività.
Folgori: “Il 2029 è distante e non possiamo continuare così”
Partiamo dai più giovani, da un paio di stagioni la Moto4 è un monomarca Honda, uniformandosi alla European Cup: quanto è stata importante per il CIV e per i piloti questa decisione?
"È stata centrale. Quando puoi allenarti e gareggiare con la stessa moto sei più pronto, anche quando il livello del campionato sale: se primeggi in una categoria e passi a quella successiva giocando con le stesse carte è più semplice. Abbiamo adottato questo principio per mettere i nostri ragazzi nelle migliori condizioni per giocare ad armi pari: quindi la Honda NSF250R per la Moto4 nel CIV, così come le Ohvale GP2 160 e 190 nel CIV Junior, che sono poi le stesse che utilizzeranno nella MotoMini World Final. Vale per le classi più piccole, ma anche per le altre categorie del CIV: la nostra Supersport ha lo stesso regolamento del Mondiale, così come la Sportbike, che abbiamo inserito con un anno d’anticipo perché ci interessava molto come classe".
L’unica grossa differenza è nella classe prototipale del Mondiale...
"Certo, quella che manca è la Moto3, ma il regolamento del Mondiale ha costi impossibili per un campionato nazionale. Abbiamo provato una formula molto sostenibile, tuttavia è rimasta isolata, poiché non ci sono altri campionati Moto3 come il nostro".
Il vostro piano era giocare in anticipo anche qui, come per la Sportbike, ma la Yamaha non fornirà le moto ai campionati nazionali fino al 2029, un anno dopo l’entrata in vigore del “Mondiale monomarca”: come pensate di muovervi?
"Ora dobbiamo trovare un’alternativa, il 2029 è ancora distante e non è possibile proseguire così. Peraltro a oggi non c’è nemmeno nulla di formale che confermi che sarà possibile correre con quelle moto nel 2029 e a spaventarci sono anche i costi".
Quindi vedremo comunque la Moto3 al via il prossimo anno?
"Esploriamo diverse opzioni, ognuna con i suoi pro e contro. Per la gara di Cremona arriveremo con un’idea da illustrare, così da discuterla con i team e presentare tutto a Vallelunga, dove annunceremo anche il vincitore del bando dei pneumatici per i prossimi tre anni, che è fondamentale per tutto il nostro progetto".
A proposito del bando, sappiamo che diverse aziende hanno mostrato interesse.
"Esatto, ma ovviamente non posso dire molto. L’interesse riscosso da questo bando certifica che il Campionato Italiano Velocità sta continuando a crescere, altrimenti non ci sarebbe questa spinta delle aziende per diventare fornitori".
Prosegue nella pagina successiva
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