CIV, Stirpe: “Entrare in Ducati nel 2023 mi ha rimesso in moto”

Vincitore del titolo italiano Production Bike al debutto sulle 1000, il pilota romano chiude il capito Garage51 con due titoli in due anni

Mathias CantariniMathias Cantarini

Pubblicato il 26 dicembre 2025, 19:04

È strano parlare di “prime volte” quando il protagonista è Davide Stirpe. Eppure il pilota romano, per un decennio protagonista della Supersport tricolore, nel 2025 ha conquistato (al primo tentativo) il suo primo titolo italiano sulle 1000 di cilindrata della neonata classe Production Bike, un alloro arrivato dopo il tris conquistato in SSP. Dopo il titolo del 2024, con la Panigale V2 del Team Garage 51 by dto, Stirpe e la squadra gestita da Michele Pirro sono diventati subito protagonisti anche nella Production Bike, centrando cinque successi di classe e sette secondi posti, con gare nelle quali è arrivato persino il podio assoluto davanti a numerose SBK. Tali prestazioni hanno accelerato il percorso verso l’evoluzione del regolamento, dato che nel 2026 arriverà la “fusione” tra le due categorie che condividevano la pista ma con classifiche separate: di fatto la Production Bike diventerà la Superbike tricolore. Tuttavia Stirpe non vi parteciperà con la Rossa del Team Garage 51: le strade del trentatreenne e della squadra si divideranno.

Il debutto sulle 1000

Dopo il terzo titolo in Supersport hai accettato la sfida della Production Bike: una scelta vincente. 

«Da qualche anno volevo passare sulle 1000, poi per varie circostanze non c’ero mai riuscito. Quando a fine 2024 si è iniziato a parlare di Production Bike, con moto molto simili a quelle di serie, ho iniziato a pensarci seriamente. Ne ho parlato con la Ducati e con Michele Pirro, alla fine siamo riusciti a mettere insieme tutto. La Production Bike è arrivata nel momento perfetto perché venivo dalla vittoria del titolo in SSP e c’era la nuova Ducati Panigale V4. Si è unito l’interesse di tutte le parti per correre in questa classe».

Un debutto impreziosito subito con il successo: te lo aspettavi?

«Nonostante fosse il mio primo anno con le 1000, partivo per vincere. Sapevo che la moto era molto competitiva, da collaudatore Ducati la guidavo già da due anni e quindi la conoscevo bene. Non è stato un salto nel vuoto. Magari per qualcuno è stata una sorpresa ma io sono sempre stato consapevole di potercela fare».

Qual è stata la principale differenza che hai riscontrato nel passaggio di classe?

«Mi ricordo la prima volta sulla Panigale V4, mi sono trovato subito molto bene e mi sono innamorato di quella moto. Alla fine, però, il passaggio non è stato semplice, ho dovuto lavorare molto su quello che facevo in pista. Con la Supersport è tutto diverso, non avevo controlli elettronici mentre ora nonostante la centralina di serie abbiamo comunque tanti aiuti raffinati che, se sfruttati bene, ti permettono di fare la differenza. Sono migliorato tanto durante l’anno e c’è ancora margine per progredire anche in futuro».


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