La follia della Dakar raccontata da Petrucci: “Il regalo migliore che la MotoGP potesse farmi”

Dopo l'ultimo anno di MotoGP con KTM, Petrucci decise di accettare la sfida del deserto: “Non avevo nulla da perdere ed ho realizzato un sogno che non pensavo fosse possibile”
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Valentino AggioValentino Aggio

Pubblicato il 15 dicembre 2025, 09:27

Il prossimo 3 gennaio comincerà la Dakar 2026, la gara più importante del panorama rally raid. Quattro anni fa, nella quinta tappa, l'Italia ha festeggiato una vittoria storica con Danilo Petrucci. Il ternano, dopo un ultimo anno di MotoGP fallimentare con KTM, ha accettato l'esilio nel deserto scrivendo una pagina di storia.

Gli ultimi anni in MotoGP: “Ma chi me lo fa fare?”

Dopo la prima vittoria ottenuta al Mugello nel 2019, c'è stata una seconda volta per Petrucci, in una stagione 2020 complicatissima sia per la pandemia che per la situazione all'interno del box. “Ancora prima di cominciare la stagione 2020, Ducati aveva già scelto Miller e Bagnaia per il 2021: io e Dovi eravamo separati in casa” racconta il pilota al podcast "Cappuccio e brioche". Le difficoltà sono continuate fino a Le Mans dove, sotto l'amata pioggia, Petrucci riuscì a ripetere quanto fatto un anno prima in Italia: “Vinsi a Le Mans e dimostrai di saper ancora guidare. Paradossalmente, me la sono goduta di più rispetto al Mugello:  non c'era nessuno per il Covid, avevo una grande voglia di tornare a casa dei miei genitori per mangiare la pizza coi miei genitori”. 

Per il 2021, Petrucci ha trovato una sella nella top class con la KTM del team Tech3: “Tecnicamente, la moto era molto indietro: è stato un grande caos. Ci hanno licenziato in diretta televisiva in Austria. Alberto Vergani era i*******o nero: tutti sapevano, ma a noi non dissero nulla. Le storie finiscono, ma ci sono dei modi. Avevo deciso due gare prima che la MotoGP era abbastanza. La moto andava veramente piano. Al Montmeló, superato Valentino, mi stesi: mentre rotolavo mi sono chiesto: 'Ma chi me lo fa fare?'. Non ne volevo più sapere, completare la stagione è stato un incubo”. Proprio la sera stessa del licenziamento, al Red Bull Ring, è nata un'occasione irripetibile: “Stefan Pierer mi disse: 'Non vogliamo perdere una persona come te in KTM: abbiamo già mandato l'iscrizione per la Dakar'. Avevo pensato di fare la Dakar da pensionato, dopo tanti anni in MotoGP: un regalo di fine carriera. Era fine agosto e non c'era la certezza di fare la gara. Qaundo gli dissi che andava bene, mi offrirono un contratto bimensile senza soldi: il premio alla fine della Dakar era di 25.000€. Ho fatto fatica ad inoltrare la mail al mio manager ma, contrattando, ho preso 25.000€ all'inizio ed altri 25.000€ alla fine. Tra la moto e le tasse, alla fine sono tornato in pari”.

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