Dakar 2026, Sanders punta al bis: “L’anno scorso ho mostrato ciò di cui sono capace”

L’australiano sarà al via con la KTM ufficiale numero 1 dopo aver vinto il titolo iridato. Attesi al top anche Benavides e Canet: ecco le loro parole in vista della maratona saudita
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Dakar 2026, Sanders punta al bis: “L’anno scorso ho mostrato ciò di cui sono capace”
© KTM Factory Racing

Alessandro Di MoroAlessandro Di Moro

Pubblicato il 28 novembre 2025, 10:10

Canet: “La prima Dakar è stata speciale, ora sono pronto a lottare in RallyGP”

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“Fin da quando sono arrivato all’interno del team poco prima della Dakar, mi sono trovato in famiglia e penso che ciò si sia visto anche durante le gare in cui sono riuscito ad essere sempre molto competitivo”, ha detto Edgar commentando la prima esperienza rallystica. “La mia prima Dakar è stata speciale, perché l’unico obiettivo era quello di arrivare in fondo e invece sono riuscito ad essere il migliore tra le Rally2 e difendermi bene anche nella classifica assoluta. Durante i round successivi del mondiale Rally Raid sono migliorato molto vincendo anche il titolo di categoria, perciò adesso mi sento pronto per lottare con i top riders nella RallyGP”.

“Non ho pressioni particolari da parte della squadra, ma chiaramente me la metto io sapendo di poter stare nelle posizioni che contano”, prosegue fissando l’obiettivo. “In ogni caso so cosa bisogna fare per essere competitivi e avere un anno alle spalle mi aiuterà molto, soprattutto nel prestare attenzione alla navigazione. Essere da soli in mezzo al deserto per centinaia di chilometri è sempre una grande sfida e quindi il rivale numero uno per me sono io, ma come detto sono pronto e non voglio pensare agli altri piloti o a ciò che faranno nelle varie tappe, perché anche a loro può sempre accadere di tutto”.

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Benavides: “Mio fratello in gara tra le auto sarà un bene per entrambi”

Luciano si sta preparando pur essendo ancora alle prese con il recupero dall’infortunio riemdiato ad ottobre in Marocco: “La Dakar 2025 è stata la migliore della mia carriera con due vittorie di tappa e sono riuscito ad essere veloce durante tutto il campionato lavorando bene con il team e salendo sul podio sia in Sud Africa che in Portogallo, anche se purtroppo in Marocco ho avuto un incidente durante la prima speciale infortunandomi al legamento del ginocchio e alla spalla. E’ passato poco più di un mese da allora e ovviamente non sono ancora al 100% dal punto di vista fisico, ma manca ancora un po’ alla Dakar e ci arriverò pronto e soprattutto maggiormente preparato mentalmente rispetto al passato”.

Per la prima volta non ci sarà suo fratello Kevin, due volte vincitore in passato, il quale correrà nella classe riservata alle auto: “Sarà un po’ strano non avere più mio fratello Kevin in gara con me, soprattutto dopo l’anno scorso in cui è stato non soltanto un rivale, ma anche il mio compagno di squadra. Chiaramente è molto motivato per questa nuova avventura a quattro ruote, ma penso che possa essere un bene non averlo in gara nella stessa classe perché spesso ci capitava di preoccuparci a vicenda e questo sicuramente ci rallentava, soprattutto per me visto che Kevin era reduce da un gravissimo infortunio e non è stato facile non pensare a cosa avrebbe fatto nei passaggi più complicati. Sta continuando a darmi consigli, ma ora mi auguro che il cognome Benavides si possa davanti sia tra le moto che con le auto”.

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