Dakar 2026, Sanders punta al bis: “L’anno scorso ho mostrato ciò di cui sono capace”

Pubblicato il 28 novembre 2025, 09:10
Il 2025 è stato un anno complicato per la KTM dal punto di vista finanziario, ma guardando il lato sportivo è stato memorabile per quel che riguarda i rally raid. La Casa austriaca ha infatti conquistato i titoli mondiali RallyGP e Rally2, più il titolo Costruttori e, soprattutto, ha trionfato alla Dakar con Daniel Sanders. A poco più di un mese dall’edizione 2026 della prestigiosa e durissima maratona off-road, giunta alla sua 48esima edizione, il team ufficiale Red Bull KTM Factory Racing ha presentato la propria line up formata dallo stesso Sanders, Edgar Canet e Luciano Benavides con l’obiettivo di confermarsi al top. Ambizione condivisa ovviamente dai tre piloti, tutti con le carte in regola per stare al vertice: ecco le loro parole in vista dell’evento più importante dell’anno.
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Sanders: “Mi concentro tappa per tappa, l’assenza dell’Empty Quarter è un bene”
Il campione della scorsa annata si è preso una bella rivincita dopo stagioni complicate e non ha nascosto la propria ambizione in vista della nuova edizione: “Arrivo da un 2025 straordinario, a tal punto da essere dispiaciuto per non aver vinto anche l’ultimo round del mondiale in Marocco chiudendo a punteggio pieno, ma sono stato molto costante con il team che è la cosa più complicata in assoluto nei rally. E’ stato importante vivere un anno del genere mostrando ciò di cui sono capace dopo tante difficoltà ed infortuni patiti nelle scorse stagioni da quando mi sono avvicinato a questa specialità nel 2021. Mi sono rilassato un po’ e adesso sto svolgendo le ultime preparazioni per la Dakar”.
“Ho visto il percorso del 2026, ma non ho voluto guardare con particolare attenzione le varie tappe perché penso sia meglio concentrarsi sulle singole speciali giorno per giorno essendo una corsa imprevedibile”, ha poi aggiunto parlando dell’imminente maratona saudita. “La grossa differenza rispetto agli ultimi anni riguarda l’assenza delle tappe nell’Empty Quarter, che secondo me è un bene visto che vincendo una tappa tra le dune, sicuramente il giorno successivo aprendo la strada si perde molto tempo, mentre questa volta il terreno sarà più vario e si potrà fare una maggior differenza con la navigazione. Credo che vincere le tappe pur aprendo la strada sia la soddisfazione più grande che si possa avere nei rally, anche perché ci sono i bonus di compensazione dei tempi che aiutano, perciò ci proverò tutte le volte in cui sarà possibile”.
Gira pagina per le dichiarazioni di Canet e Benavides
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