Dakar, Canet: “Gara diversa da tutte le altre, ma ho avuto i migliori maestri”
Lo spagnolo ha trionfato nella classe Rally2 al debutto: “L'obiettivo era arrivare in fondo. Ho sempre avuto tutto sotto controllo, ma che avventura nella tappa Marathon!”
Pubblicato il 24 gennaio 2025, 16:42
“I giorni della Marathon sono stati i più avventurosi”
Le precedenti esperienze non hanno aiutato particolarmente, vista l'unicità della Dakar rispetto agli altri rally raid: “In precedenza ho corso al Rally del Marocco e pensavo di avere quindi una buona base di partenza, ma nelle prime tappe mi sono reso conto di quanto la Dakar sia una gara a sé stante, estremamente diversa rispetto agli altri rally e molto più lunga ed esigente sotto ogni aspetto. Una volta trovato il giusto ritmo, però, non ho mai preso grandi rischi andando sempre al mio passo mantenendo tutto sotto controllo ed è stato questo a fare la differenza sulla lunga distanza”.
La tappa più complicata per l'iberico è stata certamente la Marathon senza assistenza, in cui ha dovuto fare i conti con un problema alla gomma: “Quando sono arrivato alla fine della prima parte della tappa Marathon mi sono accorto che la gomma posteriore aveva un buco ed era praticamente distrutta, ma non potendo contare sull'assistenza fino al termine del giorno successivo mi sono dovuto arrangiare. Ho chiesto ai più esperti cosa fare e ho rimediato mettendo diverse fascette per tenere la gomma intatta, mollando il gas in diversi tratti per non rovinarla troppo. In termini di guida in sé non ha rappresentato un grosso problema, ma ha ovviamente richiesto maggior attenzione e quelli sono stati senza ombra di dubbio i giorni più avventurosi, anche se ciò ha reso ancora più bello sia arrivare in fondo, sia il ritorno a casa”.
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