Splendida cornice, il ritorno al successo di Gajser
L’emozionante successo, con livrea in “stile Valentino” in quella Pietramurata invasa dai fans sloveni. Una tradizione per una tappa che, con le Dolomiti sullo sfondo, regala atmosfere uniche

Pubblicato il 5 maggio 2026, 10:32 (Aggiornato il 6 mag 2026 alle 09:20)
Ci sono luoghi che, più di altri, hanno la capacità di regalare emozioni. Uno di questi è Pietramurata, piccolo borgo che sorge vicino ad Arco di Trento, a pochi chilometri dal Lago di Garda. D’altronde quasi tutti i report che riguardano la gara di Arco iniziano citando la “splendida cornice dolomitica” e persino il decano della sala stampa della MXGP, Pascal Haudiquert, 48 stagioni sulle spalle, usa dire che mai rinuncerebbe a questo appuntamento annuale, così speciale per addetti ai lavori e pubblico, qui sempre numerosissimo. Come dar gli torto, visto che la pista, incastonata tra le rocce grigio-viola delle Dolomiti, in uno scenario unico nel suo genere tra vigne e cime innevate, regala un ambi ente magico e una luce tutta particolare che illumina un palcoscenico teatro di alcune delle più belle gare della storia recente del nostro sport.

Gli episodi indimenticabili
Alla pista di Pietramurata sono legati episodi indimenticabili del Motocross moderno che sono ormai leggenda di questa disciplina. Tappa fissa del Mondiale dal 2013, il “Ciclamino”, nome di battesimo del tracciato trentino che aveva iniziato a ospitare il Mondiale nel lontano 1987, conta a oggi ben 22 Gran Premi, un record dovuto anche al peri odo del Covid-19, quando per due anni consecutivi si sono disputate tre gare a stagione.
Dall’indimenticabile cavalcata di Tony Cairoli del 2017, quando da ultimo concluse secondo di manche centrando quella che resta una delle sue più belle vittorie di GP, a quella del 2021, l’ultima conquistata in carriera dal nove volte iri dato siciliano. Dai successi di Tim Gajser davanti ai suoi tifosi, in quello che per lo sloveno è il GP di casa, ai titoli vinti qui dallo stesso Gajser e da Tom Vialle, iri dati nello stesso giorno del 2020 rispettivamente in MXGP e in MX2. Dall’iride conquistato da Maxime Re naux alla prima e purtroppo unica vittoria di René Hofer, scomparso prematuramente poche settimane dopo nel 2021, fino al trionfo del 2022 in MX2 di Andrea Adamo, che salì sul gradino più alto del podio davanti al suo pubblico per la primissima volta.

Promesse mantenute
Arco non delude mai e anche l’edizione 2026 del GP Trentino della MXGP ha mantenuto le promesse, meritando di essere ancora una volta archiviata come una gara speciale. Quella di Pietramurata è la gara dei completi speciali per i piloti di casa, che spesso schierano moto con livree uniche, dedicate a un evento particolare, come ha fatto quest’anno il Monster Energy Yamaha Factory MXGP Team che, per l’occasione, ha vestito la YZF 450 di Gajser con i colori di una Leggenda come Valentino Rossi. È la prima volta che “The Doctor” è presente in qualche modo nel paddock della MXGP e per celebrare questa dichiarazione d’amore del costruttore per il nove volte iridato di Tavullia, la moto portata in gara dallo sloveno era firmata VR46. Ventidue anni dopo Rossi, anche Gajser ha lasciato la Honda per passare alla Yamaha: motivazioni diverse, certo, ma una storia altrettanto bella, coronata per ora da una vittoria in Gara 2 che ha avuto il sapore delle grandi imprese. Tim non ha deluso le aspettative dei suoi tifosi, molti dei quali non ancora “convertiti” al nuovo blu che accompagna il loro idolo.
La transizione richiederà un po’ di tempo ma dolcemente si farà, così come si sta adattando alla sua nuova moto e al nuovo team il cinque volte campione del Mondo, che un anno dopo l’ultimo successo ha trovato nella “sua” Arco la prima vittoria di manche in sella alla moto di Iwata. Anche questa volta il destino ci ha messo lo zampino: un anno fa la vitto ria colta in Trentino era stata l’ultima per Tim con la Honda, prima che un brutto infortunio in Svizzera mettesse la parola fine alla corsa al titolo dello sloveno e forse anche all’idilliaco rap porto con quel Team HRC nel quale Gajser è cresciuto e con il quale, finora, ha conquistato tutti i suoi titoli e tutti i suoi Gran Premi. Gajser potrebbe aver aperto con il successo di manche in Gara 2 una nuova storia vincente, con quella Yamaha a cui il titolo della classe regina manca dal 2015. Sul podio con Gajser è salito il rivale, in corsa anche lui per il sesto titolo, Jeffrey Herlings, ora in sella proprio alla CRF450 lasciata dallo sloveno. I tifosi arrivati dall’Est hanno festeggiato la vittoria di Tim, un boato capace di sovrastare anche “Riccio”, la voce delle gare italiane. L’abbraccio con la compagna Spela e il team manager Michele Lavetti è stato di pura libera zione. Chiuso un capitolo lungo un anno, fatto di infortuni, dolore, duro lavoro e lento recupero, se ne apre uno nuovo. Tre costole mal messe dopo la brutta caduta nella quale è incappato in Sardegna, tentando di raggiungere un podio difficilissimo, hanno reso tutto più difficile ma anche più eroico e indimenticabile. Anche se il successo di GP è andato a Herlings, capace di salire all’incredibile quota di 114 vittorie nella carriera, dal piazzale della partenza il tifo era tutto per lo sloveno. Che nella gara più sentita dal suo pubblico, ha messo il cuore e la voglia di rivincita. Tutto questo è stato il Tim Gajser di Pietramurata, nel la “splendida cornice dolomitica”.
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