Zaccone: “La chiusura della MotoE? L’elettrico è ancora un tabù” | ESCLUSIVA

Alessandro è l’ultimo campione della serie elettrica: “Si lavora tutta la vita per vincere un mondiale. Stavamo trattando per il prossimo anno, a Misano è arrivata una doccia fredda”
Zaccone: “La chiusura della MotoE? L’elettrico è ancora un tabù” | ESCLUSIVA
© Luca Gorini

Alessandro Di MoroAlessandro Di Moro

Pubblicato il 26 dicembre 2025, 20:04

La stagione 2025 del mondiale MotoE verrà ricordata come l’ultima per la serie elettrica, che durante il Gran Premio di Misano ha reso nota la propria chiusura dopo appena sette anni di presenza nel contesto del Motomondiale non essendo riuscita ad attirare il pubblico sperato. Anche per questo, il nome di Alessandro Zaccone resterà l’ultimo nell’albo d’oro della categoria essendo salito sul tetto del mondo con la Ducati V21L del team Aruba Cloud Racing dopo un’annata straordinaria culminata con il titolo a Portimao. Pur essendosi poi ritrovato senza una sella da un giorno all’altro, “Zac” ha trovato nella Supersport iridata la giusta sistemazione per un 2026 in cui l’obiettivo sarà quello di confermarsi protagonista anche nel paddock delle derivate di serie: ecco cosa ci ha raccontato in esclusiva.

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Zaccone: “Diventare campione non mi ha cambiato la vita, ma è stato speciale”

Che cosa si prova ad essere un campione del mondo?

E’ qualcosa di davvero speciale e difficile da descrivere, perché facendo il pilota si lavora tutta la carriera proprio per conquistare tale risultato senza avere la certezza che un giorno possa arrivare, ma a me è successo. Non mi è cambiata la vita, ma vedere la scritta “campione del mondo” accanto al mio nome è un’emozione enorme”.

Parlando della stagione, che cosa ti ha permesso di fare la differenza e conquistare il titolo?

E’ stata una stagione particolare, perché siamo partiti molto bene ma intorno a metà campionato abbiamo avuto qualche difficoltà in più del previsto con la nuova gomma anteriore. Per fortuna alla fine siamo tornati competitivi e veloci e, dovendo indicare un momento chiave che mi ha permesso di fare la differenza, dico Gara 1 nell’ultimo round a Portimao visto che essendo tutti molto vicini c’era davvero poco margine ma sono riuscito a vincere mettendo un’ipoteca sul titolo dovendo limitarmi poi a gestire la situazione in Gara 2”.

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“Quando mi hanno detto della chiusura, ho pensato ad uno scherzo”

Appena prima del round di Misano è arrivata anche la comunicazione della chiusura del mondiale MotoE a fine stagione: voi come avete vissuto quel momento? Lo sapevate già?

E’ stata una doccia fredda perché non sapevamo nulla. A me è stato comunicato il mercoledì prima di Misano da Serafino Foti, che mi ha chiamato per dirmi che nel 2026 non ci sarebbe più stato il campionato e pensavo che fosse uno scherzo, perché fino alla settimana prima si parlava con l’organizzazione del futuro della serie e addirittura del 2027. in più con il team stavamo effettuando le trattative per il prossimo anno e invece ci siamo ritrovato senza nulla in mano. E’ stato un weekend mentalmente complesso proprio per questo, soprattutto considerando che era metà settembre e non è bello ritrovarsi senza una sella per l’anno successivo così tardi non essendoci più molte soluzioni”.

Il lato positivo è che il tuo nome resterà l’ultimo nell’albo d’oro della MotoE e verrà quindi ricordato a lungo.

E’ bello pensarla in questo modo, perché ogni anno nello sport c’è un nuovo campione in ogni categoria, mentre qui essendo stato l’ultimo non avrò un successore e la gente se ne ricorderà. Anche se, ovviamente, ora il mio obiettivo è quello di arrivare in alto anche nei miei prossimi impegni”.

Chiudendo il capitolo MotoE, avendoci corso per parecchi anni hai visto il campionato evolversi: cosa è mancato per suscitare maggior interesse nel pubblico?

Da quando è entrata Ducati portando un vero prototipo da corsa, correre in MotoE è stato divertentissimo e penso che tanti amatori si divertirebbero molto di più con queste moto piuttosto che con le supersportive che non possono sfruttare al massimo, perciò da dentro è stata una categoria veramente bella. Purtroppo però l’elettrico continua ad essere un po’ un tabù e certamente l’assenza del rumore è stato un aspetto che ha reso più complicato l’avvicinamento degli appassionati e dei puristi delle corse. Per il resto hanno poco da invidiare alle moto termiche e c’era ancora un gran margine di miglioramento, ma purtroppo la serie è stata spinta sempre meno con il passare del tempo e così l’interesse è sceso ulteriormente. Chiaramente è stata una decisione economica, ma mi dispiace perché era più bella di quanto la gente pensasse e forse ha anticipato fin troppo i tempi”.

Per saperne di più sull’avventura in MotoE di Alessandro Zaccone e sul suo futuro nel mondiale Supersport, non perdere l’intervista completa su Motosprint numero 51, in edicola questa settimana e in versione digitale.

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