Moto3, che succede a Pini? Dopo la vittoria di Austin, un crollo verticale  

Guido ha battuto tutti nelle Americhe, solo Gran Premio da podio quest'anno. Due quinti posti, altrettanti ritiri e una zona punti: il talento nostrano può fare di più

Mirko ColombiMirko Colombi

Pubblicato il 9 giugno 2026, 15:50

Lecito è chiedersi il perché delle fatiche palesate da Guino Pini, giovane talento italiano in forza al team Leopard. La domanda ha senso: come può un pilota vincere alla grande la prima gara di carriera in Moto3, per poi faticare a entrare nella zona punti. La categoria è selettiva e ricca di ostacoli, ma il rendimento in sella alla Honda è, quantomeno, altalenante.

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Pini, uno degli Azzurri più interessanti oggi 

Serio, inquadrato, metodico, appassionato e... veloce. Guido - un nome, una garanzia - rappresenta il meglio del panorama nazionale, Talento Azzurro capace di vincere l'European Talent Cup edizione 2022. Protagonista anche della Red Bull Rookies Cup e FIM JuniorGP World Championship, il toscano si guadagnò la promozione iridata.

Inserito nel Dynavolt IntactGP e a bordo della KTM, Pini si è ben distinto, stampando la Pole Position a Brno e salendo sul podio di Mandalika. Tredicesimo posto finale in classifica e bandiera italiana a sventolare in ottica futura. Honda Leopard lo volle in squadra.

Guido in trionfo al CoTA, poi a tribolare

Lo dice la cronaca: il team Leopard sta vivendo importanti vicissitudini. Stiamo scrivendo che la squalifica in cui è incappato Adrian Fernandez abbia a che fare col rendimento di Pini? No, però immaginiamo che in squadra regni un clima... particolare. Se ci sbagliamo, meglio. Di fatto, Guido ha vinto al CoTA, uno dei circuiti più tecnici, selettivi e spietati, soprattutto per la leggera, poco potente e molto agile classe Moto3. Le battaglie al Gran Premio delle Americhe sono spesso feroci, chi emerge mica ci riesce per caso.

Come senza coincidenze è concludere diciannovesimo in Thailandia e Catalunya, e ritirarsi a Jerez e Balaton. In Andalusia, caduta al nono giro di gara, mentre in Ungheria la sfortuna ci ha messo lo zampino. Essere centrati da un rivale lo esenta da colpe.

Attendiamo il numero 94 tra i più rapidi ed efficaci, come ha già dimostrato di esserlo. Senza pretendere "miracoli" o colpi di testa: è nato a Borgo San Lorenzo il 1o gennaio 2008, sicché giovanissimo coi suoi 18 anni. Bell'età, può guardare avanti con sicuro ottimismo. 

 

 

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