Moto3 Malesia, giusto correre o la gara doveva essere annullata?
Cosa non ha funzionato nella gestione dell’incidente del giro di allineamento tra Josè Antonio Rueda e Noah Dettwiler

Marco Pezzoni
Pubblicato il 28 ottobre 2025, 14:11
Mentre tutto il paddock del Motomondiale incrocia le dita per Noah Dettwiler, rimasto vittima di una tamponata violenta di Rueda e da domenica in ospedale a Kuala Lumpur in terapia intensiva, ci si interroga sull’opportunità o meno di far ripartire la gara della Moto3 con i piloti ancora scossi da quanto è successo nel giro di allineamento.
Sono soprattutto Alex Rins e Pecco Bagnaia a domandarsi se fosse stato lecito ripartire dopo il botto incredibile tra i due piloti, scaturito da un problema tecnico sulla moto del pilota svizzero. Alex Rins, nel suo post Instagram, dice: “Non so se abbiamo fatto la scelta giusta oggi. Mando tutta la mia forza a Josè Antonio, Noah e alle loro famiglie.” Dal canto suo, Pecco ha detto sia ai microfoni di Sky che alle altre televisioni nel post gara: “E’ stato uno spavento davvero grosso, iniziare la giornata in questo modo non è stata esattamente la cosa migliore. Dei ragazzini della Moto3 che devono poi partire per una gara sprint di 10 giri appena dopo aver visto un incidente del genere non è la migliore delle situazioni.”
Le colpe di Dorna, Race Direction e il ritardo nelle comunicazioni sullo stato di salute dei piloti
Posto che un incidente come quello del giro di allineamento poteva capitare in qualsiasi contesto, l’aver sacrificato il warm up della domenica mattina sull’altare della MotoGP ha inevitabilmente portato piloti e meccanici a non poter più toccare le moto fino alla partenza della gara. Del taglio del warm up ne ha parlato sempre Bagnaia nel post gara: “Considerate che in Moto3 e in Moto2 non fanno il Warm-Up intanto; quindi, devono riuscire a fare quel giro entro cinque minuti per riuscire a farne almeno un altro. Loro partono senza sapere le condizioni, senza sapere come vanno le cose, e lo devono scoprire in quel giro. Tant'è che Dettwiler ha avuto un problema e, probabilmente, se avessero fatto il Warm-Up, se ne sarebbe accorto anche prima. Poi ovviamente un pilota quando esce da un curvone così, in salita, come Rueda, si concentra su altro e non si aspetta che ci possa essere una moto ferma in traiettoria. E' difficile anche capire la vera dinamica, forse nessuno ce la dirà mai.”
Per quanto i soccorsi siano arrivati in brevissimo tempo sul luogo dell’incidente e Dettwiler sia stato trasportato subito con l’elicottero all’ospedale di Kuala Lumpur, le notizie sullo stato di salute dello svizzero e del fresco campione Rueda sono arrivate con molte ore di ritardo rispetto al fattaccio, lasciando il paddock nell’angoscia più totale. Solo due ore dopo la fine della Moto3, a MotoGP quasi iniziata, si è poi saputo che Rueda aveva riportato “solo” una frattura alla mano e tante contusioni e che Dettwiler era in ospedale in condizioni critiche, con il padre che aveva dichiarato al giornale Blick che Noah aveva avuto diversi arresti cardiaci e che i medici hanno lottato per salvargli la vita.
Sarebbe stato certamente più sensato tagliare la gara piuttosto che farla ripartire e ridurla ad una gara sprint di 10 giri, con rischi ben più alti di incidenti rispetto alla lunghezza standard.
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