Ortolà: "La MotoGP? Quando lavoro e risultati sono buoni, la ricompensa arriva"

Il giovane spagnolo Ivan: "Adesso sono focalizzato sulla Moto2, categoria in cui puoi vincere oggi e finire dodicesimo la domenica successiva, senza sapere perché"
https://www.google.com/preferences/source?q=motosprint.it, ms
Ortolà: "La MotoGP? Quando lavoro e risultati sono buoni, la ricompensa arriva"

Mirko ColombiMirko Colombi

Pubblicato il 22 luglio 2026, 09:23

Inizio in sordina e sperimentale e punti raccolti per la classifica, primo podio stagionale a Le Mans, qualche imprevista difficoltà, ma doppia firma nelle ultime tre uscite. Il 2026 di Ivan Ortolà si è acceso in Francia, esplodendo tra Repubblica Ceca e Germania. Lo spagnolo del team QJMOTOR -R.O.M.E.A - MSI è il protagonista estivo di una Moto2 "andata in ferie" a precedere la Gran Bretagna: "Vacanza? Macché" la risposta del ventiduenne valenciano "mi alleno sodo, preparandomi a Silverstone, per poi concedermi una settimana di stacco e un breve viaggio di svago. Spero di vincere, così me li godo di più".

Aaron Slight compara la SBK di oggi con il passato

Da Boscoscuro a Kalex: telai completamente diversi in Moto2

Come detto, Ortolà ha conquistato Brno e Sachsenring, occupando la sesta posizione della graduatoria conduttori. La sua progressione è notevole: "Sì, sto dimostrando di poter figurare a un livello molto alto" le parole "nello step in avanti compiuto rispetto alle gare precedenti. Insieme alla squadra abbiamo lavorato tantissimo, concentrandoci sulla messa a punto della moto. Nei miglioramenti, metto dentro pure me stesso nella guida della moto. Stiamo andando forte e facendo bene".

Il discorso titolo è pensabile? La matematica tiene i giochi aperti: "Però la mia posizione di classifica è distante dalla vetta del campionato. Comunque, mica mi escludo dalla lotta: l'obiettivo per la seconda parte della stagione consiste nel conseguire i migliori risultati possibili, dando il massimo in ogni gara".

Ivan svela dettagli relativi a quanto ottenuto e al cambio di telaio: "La crescita e i miglioramenti non nascondono segreti. All'inizio è servito tempo a me e al team per trovare una base di partenza valida e mettere ogni cosa a posto perché, arrivando dall'utilizzo della Boscoscuro nel 2025, il passaggio allla Kalex ci ha richiesto gare nelle quali capire come intervenire sulla nuova moto. E io dovevo capire come sfruttarla. Assieme alla squadra è stata trovata quello che mi mancava, ho comunicato loro cosa mi serviva per essere più veloce".

La Moto2 è difficile e complicata, così descritta dal numero 4: "E' una categoria molto competitiva, in cui puoi vincere una gara una domenica ma, dopo sette giorni, finire decimo o dodicesimo senza sapere perché, nonostante sia facciano le stesse cose del Gran Premio precedente. Per essere costantemente davanti, serve essere forti mentalmente, avere idee chiare in testa e una base di assetto solida con la squadra. Da questa base è meglio non toccare troppo: è opportuno lavorarci sopra, trovando il miglior livello possibile, sapendo cosa funziona e cosa ti piace per guidare bene in ogni specifico circuito".

Il futuro si guadagna col presente. La mentalità del detentore di sei successi mondiali dal 2022 a oggi è precisa: "Se chiedi a un pilota della MotoGP, ti risponde che ci pensa, certo. Per il momento, non ho opzioni per andarci. Io voglio dare il massimo nella Moto2, focalizzandomi su me stesso, facendo il meglio possibile. Lo sto facendo in ogni Gran Premio. In fin dei conti, quando il lavoro è buono e i risultati anche, il riconoscimento arriverà di sicuro e in qualsiasi momento. Non mi preoccupo di ciò che fanno gli altri piloti: preferisco guardare il sottoscritto e meritarmi la ricompensa che arriverà".

 

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading