Pedro Acosta e Kimi Antonelli, dai complimenti social ai destini incrociati
Pubblicato il 21 settembre 2026, 17:24
Sono bastate poche emoji per tracciare il parallelismo. Dopo la prima vittoria in MotoGP conseguita al Red Bull Ring, Pedro Acosta ha ricevuto i complimenti di Andrea Kimi Antonelli sul proprio post Instagram. I due sono il presente ed il futuro di MotoGP e Formula Uno.
Da Antonelli ad Acosta: largo ai giovani
Il ricambio generazionale che avverrà in MotoGP dal 2027 ne è la prova: lo sport ringiovanisce, soprattutto la top class delle due ruote. Talenti come David Alonso, Daniel Holgado, Senna Agius e Izan Guevara verranno promossi dalla Moto2. Ma, prima di loro, c'è stato Diogo Moreira e soprattutto Pedro Acosta. Il pilota di Mazarrón è un vincente nato, specie nei primi anni di Motomondiale. Dopo aver trionfato nella Red Bull Rookies Cup, Acosta è salito in Moto3 arrivando secondo al debutto e vincendo la prima gara di carriera partendo addirittura dalla pit-lane. Alla fine della sua stagione d'esordio, Acosta ha vinto il titolo mondiale rischiando di battere il record di precocità di Loris Capirossi. Passato in Moto2, Acosta ha bisogno di un anno di apprendistato prima di laurearsi nuovamente campione, approdando in MotoGP come uno dei talenti con più aspettative dell'ultimo decennio. Nonostante una prima stagione scoppiettante, passata nel box GASGAS Tech3 e condita da cinque podi, Acosta ha pagato le difficoltà aziendali di KTM. Questo, insieme alla sella libera lasciata da Pecco Bagnaia nel box ufficiale Ducati, ha portato il 22enne a scegliere Borgo Panigale per il prossimo biennio, con intenti bellicosi nei confronti del futuro compagno Marc Márquez.
Fu proprio il nove volte iridato, interpellato durante il GP di Barcellona di Formula Uno, ad accostare Acosta e Andrea Kimi Antonelli: “Contro giovani come loro, dobbiamo continuare a lavorare per rendergli la vita più difficile”. Così come lo spagnolo, anche il bolognese ha avuto un costruttore che ha creduto su di lui fin dalla tenera età come Mercedes. La Casa tedesca ne ha supportato la crescita, fino a schierarlo direttamente in una delle squadre più titolate della storia, prendendo il posto del sette volte iridato Lewis Hamilton. Ci ha messo decisamente meno rispetto ad Acosta, Antonelli, per salire sul gradino più alto del podio. Ora che anche lo spagnolo ha portato la KTM in cima al mondo, anche se solo per un giorno, i limiti - ed i libri di storia - sono tutti da riscrivere per entrambi.
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