Marquez perfetto, Bezzecchi deve ricostruire: le pagelle di Misano
Gianmaria Rosati
Pubblicato il 15 settembre 2026, 09:53 (Aggiornato il 15 settembre 2026, 09:15)
Misano è sempre Misano. Anche in una domenica dove i colori italiani sono stati più sbiaditi che mai, con una Spagna dominatrice guidata ancora una volta da Marc Marquez. L'uomo del weekend è ancora lui, mentre dall'altra parte del ring Aprilia e Marco Bezzecchi si leccano le ferite, dopo un fine settimana dove le aspettative erano ben diverse.
Ora in vetta alla classifica generale vi sono Marquez e un Jorge Martin acciaccato, costretto a fare i conti nuovamente con la sindrome compartimentale. Chi invece è tornato dopo i guai fisici è Alex Marquez, portacolori brillante di una Ducati che deve ritrovare sia Fabio Di Giannantonio che Pecco Bagnaia, quest'ultimo sempre più rabbuiato.
Le pagelle di Misano
Marc Marquez 9: ora provate a fermarlo. I sogni di gloria di Aprilia si scontrano con un’altra prova di spessore dello spagnolo, che sembra dover rincorrere e finisce per mettere a segno un’altra doppietta, quasi giocando con i rivali in termini di passo. Misano si conferma per Marc un piccolo fortino.
Alex Marquez 8: meritava di tornare sul podio dopo i fatti di Barcellona, e farlo a casa del team Gresini, con tanto di livrea dedicato a Simoncelli, rende tutto più speciale. Dopo il fratello è probabilmente il pilota Ducati più in forma.
Pedro Acosta 8: per la prima volta in carriera firma due podi consecutivi in MotoGP, ed è un traguardo più che meritato. Fa sognare la KTM con un’altra prestazione tutta cuore e voglia, confermando il suo eccellente stato di forma.
Luca Marini 7: un po’ a sorpresa Luca mette insieme uno dei weekend più solidi della stagione, a cominciare dall’ottima qualifica in seconda fila. Domenica centra la top ten ed è anche l’unica Honda al traguardo, a conferma della differenza fatta sui compagni di marca.
Jorge Martin 6: l’ennesima apologia alla costanza, non senza qualche nota alta come il podio nella Sprint. Domenica cerca di ruggire ma la sindrome compartimentale torna ad ostacolarlo, costringendo a tornare a più miti consigli. Ora che il vantaggio in campionato si è azzerato la costanza rischia di non bastare più.
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