Martinelli: "Bulega e la VR46 non si lasciarono amorevolmente, ma nemmeno si accoltellarono"
Pubblicato il 14 settembre 2026, 16:49 (Aggiornato il 15 set 2026 alle 15:47)
L'ufficialità ha deliberato una notizia "che tutti sapevano, ma aspettavano a comunicarla": Nicolò Bulega sarà nel 2027 un pilota permanente della griglia MotoGP, vestendo i colori VR46. Alberto Martinelli, manager del ventiseienne emiliano, salta da un paddock all'altro: derivate di serie, prototipi, prototipi e derivate di serie. Mentre l'assistito macina chilometri tra i cordoli, l'assistente viaggia sulle strade aperte a congiungere un tracciato all'altro: "Le gare sono un buon collettore di pubbliche relazioni tra addetti ai lavori" spiega "momenti di pubbliche relazioni utili e belle. Esserci è praticamente fondamentale per me e il pilota. Infatti, ci vedro anche a Cremona". La tappa tricolore è pronta a incoronare il numero 11 nuovo Re della SBK.
Bulega meglio di Razgatlioglu in MotoGP, si spera
Nicolò stakanovista. Lavora come un matto.
"E' vero. E aggiungo: mica era previsto, perché l'infortunio di Michele Pirro ha spinto la Ducati nel chiedere a Nicolò qualche test in più a bordo della Desmosedici. Bulega si è ritrovato un piacevole sovraccarico di lavoro, ovviamente propedeutico al progetto di carriera e per la Casa".
Ti hanno chiesto il pilota per sostituire Fermin Aldeguer in Ungheria? Volevi evitare conflitto di interessi tra Gresini e VR46?
"Potrebbe essere immaginabile una cosa del genere. Il motivo principale? Evitare di mettere a rischio il primo posto della classifica SBK. Lo sapete: mai dire mai in una gara ufficiale. Cosa può succedere? Aveva tutto da perdere e poco da guadagnare. Balaton, peraltro, è un tracciato niente affatto ideale a Nicolò. L'obiettivo della stagione 2026 è portare a casa il titolo SBK e, a me personalmente, i test sulla MotoGP fanno venire un gran mal di pancia. Ho perso il conto delle giornate spese sulla Desmosedici. C'è una dose di rischio pure nei test, si sa. A mondiale acquisito, magari, qualche rischio in più sarebbe accessibile".
Impresa storica: dopo Max Biaggi con l'Aprilia, Bulega sulla Ducati. I due soli italiani in SBK.
"Assolutamente e, se le mie informazioni sono corrette, Nicolò sarà il primo nella storia delle derivate di serie a imporsi nella classe Supersport e poi nella categoria Superbike. E non solo: non dimenticare lo JuniorGP Moto3. Il suo CV comincia a essere importante. I record sono fatti per essere battuti, ma una stagione alla Nicolò è faticosa da migliorare. Ad oggi, il peggior piazzamento è il secondo posto di Donington".
Dopo due virtuali medaglie d'argento SBK, la dorata.
"Sarebbe stato bello avere l'attuale Panigale V4R nel 2025, per giocarsela contro Toprak Razgatlioglu... In virtù dei tempi siglati da Nicolò: su ogni pista dai tre ai cinque decimi in meno: con la moto di quest'anno, forse, sarebbe finita diversamente".
Ovviamente, auspichi una stagione MotoGP da debuttante diversa per Nicolò rispetto a Toprak.
"Chi ipotizzava un campionato così per Toprak? Nessuno. Va bene il discorso gomme diverse, cioè da Pirelli e Michelin... ma la Yamaha è davvero molto lontana dalla vetta. Razgatlioglu non può ricoprire le utlime posizioni. Capisco la fase di adattamento alla M1 e alle coperture, però lui è un super campione. Diciassettesimo non è il suo posto. Tutti i piloti Yamaha sono arretrati. Sono lontani. E credo che Toprak si senta assolutamente poco felice".
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