GP Aragón, Acosta: “Non posso ancora lottare per vincere, ma mi sto avvicinando”

Lo spagnolo riporta KTM sul podio: "Stiamo lavorando bene: ci stiamo prendendo dei rischi in termini di assetto che stanno ripagando ed io riesco a gestire meglio le gomme"
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Valentino AggioValentino Aggio

Pubblicato il 30 agosto 2026, 18:49

Mancava dall'Ungheria il podio per Pedro Acosta e KTM. Il futuro pilota ufficiale Ducati ha regalato una prestazione favolosa in quel di Aragón, rimanendo incollato a Marc Márquez fino alla bandiera a scacchi. 

Acosta riflessivo: “I momenti bui dell'anno scorso mi stanno aiutando”

Il podio mancava da due mesi, quindi è impossibile togliere il sorriso dalla faccia di Pedro Acosta. “Sono felice: abbiamo faticato venerdì, ma ci siamo presi dei rischi con l'assetto e stanno ripagando. KTM mi sta ascoltando e stiamo migliorando, questo ci sta portando più vicino ai migliori anche se non abbiamo ancora il potenziale per vincere”. Miglioramenti tangibili soprattutto nella gestione delle gomme che hanno permesso al pilota di Mazarrón di essere competitivo anche nelle battute conclusive. “Riesco a gestire meglio le gomme durante la gara e sono veloce nei giri finali. Questa, però, non è la mia miglior gara in MotoGP: due settimane fa a Silverstone sono arrivato alla fine della gara piuttosto convinto delle mie potenzialità, cosa che non mi succede spesso in piste di quel genere”.

Acosta è anche stato spettatore in prima fila del duello tra Márquez e Marco Bezzecchi nelle prime fasi. “Era l'occasione perfetta per avvicinarmi a loro e riprenderli - spiega -. Ho semplicemente sfruttato la scia e mi sono spostato in traiettoria, ero più veloce quindi direi che è stato un sorpasso piuttosto semplice. Sono riuscito a rimanere vicino a Marquez ed ho fatto il possibile per stargli attaccato, non sono arrivato così lontano da lui”. I risultati che sta ottenendo Acosta, oltre al lavoro di KTM, sono dovuti anche ad un processo di maturazione del pilota stesso. “L'anno scorso lasciavo prendere il sopravvento alle emozioni. Ora sono più analitico e freddo, credo che mi stia aiutando”. 

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