GP Aragón, Márquez: "L'attacco a Bezzecchi? Ho scoperto le mie carte: è ciò che odio della Sprint”

Il ducatista firma il quinto successo nella Sprint dell'anno: "Dovevo attaccare Marco alla prima curva, altrimenti avrebbe preso troppo vantaggio nei primi giri"
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Valentino AggioValentino Aggio

Pubblicato il 29 agosto 2026, 17:25

Quinta vittoria stagionale nella Sprint per Marc Márquez nella “sua” Aragón. Il Re del MotorLand aveva abdicato solo temporaneamente in mattinata, cedendo sul giro secco ad un fenomenale Marco Bezzecchi per la pole position. Poche ore dopo, il campione del mondo ha risposto all'italiano con il sorpasso in partenza che gli ha regalato il successo.

Il sorpasso: “La prima curva era l'unica chance”

La Sprint del Gran Premio d'Aragón si è decisa dopo pochi metri dal via alla prima curva. “Sapevo che era la mia unica chance per vincere - racconta Márquez -. Specie dopo aver visto che Bezzecchi sarebbe partito con la Soft al posteriore, cosa impossibile per noi ducatisti dato che era la stessa specifica utilizzata a Silverstone, il mio piano fin dall'inizio era quello di attaccare subito dato che mi sento molto bene nelle curve a sinistra. È stato un sorpasso rischioso ma, quando hai un solo avversario davanti a te, basta frenare dopo di lui. In caso di errore, c'è la via di fuga. Fossi stato in mezzo al gruppo, un sorpasso del genere sarebbe stato impossibile”. Una strategia vincente per avere la meglio su Bezzecchi che, in mattinata, aveva avuto la meglio sul catalano in qualifica. “Ho fatto un giro molto buono, non posso che essere soddisfatto. Quando un pilota è più veloce di te, non puoi farci nulla”. 

L'attacco alla prima curva si è rivelato fondamentale per evitare la fuga del romagnolo di Aprilia. “Se Bezzecchi avesse fatto i primi tre giri in testa, avrebbe preso troppo vantaggio. Inoltre, sembrava che Aprilia avesse meno degrado sulle gomme rispetto a Ducati. Per noi era semplicemente impensabile utilizzare la Soft: era troppo rischioso, a Silverstone ho rischiato di rimanere fuori dai punti. Se il graining fosse stato lo stesso, avrei perso almeno un secondo al giro”. 

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