Joan Mir e la mossa “alla Márquez”: da Honda a Gresini per un'ultima chance in MotoGP

Il pilota maiorchino passerà dalla RC213V alla Desmosedici dopo anni caratterizzati da cadute ed infortuni. Con la squadra di Nadia Padovani, Mir è chiamato a rilanciare la propria carriera
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Valentino AggioValentino Aggio

Pubblicato il 4 agosto 2026, 12:29

Una delle mosse più interessanti del mercato MotoGP in vista del 2027 è quella che riguarda Joan Mir. Il pilota spagnolo, campione del mondo 2020, lascerà Honda a fine stagione per accasarsi nel box Gresini Racing e guidando così la Desmosedici. Una mossa, fatta tre anni fa dall'ex compagno Marc Márquez, che ha rilanciato la carriera dell'attuale iridato: che sia di buon auspicio anche per il maiorchino?

Da Honda a Ducati: i precedenti dei fratelli Márquez

Senza andare troppo indietro nel tempo (Nicky Hayden passato da HRC a Borgo Panigale nel 2009), ci sono due precedenti recenti da considerare. Anche se non è passato dal team ufficiale Honda in quell'occasione, Álex Márquez è passato dal Team LCR a Gresini Racing nel 2023. Dopo un triennio complicato in sella alla RC213V dove non è mai andato oltre alla 14ª posizione nella classifica iridata, Álex ha scelto Gresini per rilanciarsi. Con la squadra di Nadia Padovani, Márquez ha ritrovato il podio già al secondo GP su Ducati, arrivando 3° nel Gran Premio d'Argentina. I risultati parlano da sé: dopo il 9° posto del 2023 e l'ottavo del '24, lo scorso anno Álex Márquez è definitivamente esploso, vincendo tre gare e tre Sprint per conquistare la seconda posizione in campionato. Questi risultati gli sono valsi il contratto pluriennale annunciato poche settimane fa con KTM, guadagnandosi così lo status di pilota ufficiale. 

L'esempio ancora più celebre è quello di Marc Márquez. Nel 2023, dopo anni difficili sia per la scarsa competitività della Honda che (soprattutto) per il problemi fisici, Márquez ha scelto di lasciare quella Casa che ha scommesso su di lui e con la quale aveva vinto ben sei titoli MotoGP. Il tutto per andare in una squadra indipendente, seppur competitiva, come Gresini Racing. Un salto nel vuoto che ha dato ragione a Márquez, che nel 2024 è tornato al successo e si è guadagnato la terza posizione in campionato. Ancora più importante è stato l'annuncio della firma con il team ufficiale, che gli ha permesso dodici mesi dopo di tornare sul tetto del mondo.

Mir in cerca di riscatto: Gresini il posto giusto per ripartire

Il passaggio da HRC a Gresini ha caratterizzato la carriera (anche) di Joan Mir. Il maiorchino, dal passaggio Suzuki-Honda, è disperatamente alla ricerca di sé stesso. Il quadriennio passato in HRC è stato caratterizzato dalle cadute piuttosto che dai risultati. Sono ben 38 i ritiri domenicali del #36 in quattro anni, ai quali si aggiungono sei Gran Premi saltati per infortunio. Per più del 60% delle gare, Mir non ha visto la bandiera a scacchi. 

In tanti dubitano del suo talento, etichettando il titolo 2020 come figlio delle circostanze. Eppure, Gresini ha deciso di scommettere su di lui. Senza dubbio, la velocità non è mai mancata a Mir anche in queste stagioni di grande difficoltà. Sul finale di 2025 sono arrivati due podi a Motegi e Sepang, poi al Montmeló un altro podio tolto a causa della pressione delle gomme. C'è una statistica che volge a favore di Mir: da quando è passata a Ducati nel 2022, la squadra faentina ha portato alla vittoria tutti i piloti che hanno indossato i loro colori. Pronosticare adesso una potenziale vittoria di Mir nella prossima stagione, con le varie incognite date dal nuovo regolamento tecnico, sembra quantomeno azzardato. Il passaggio Honda-Ducati, però, ha salvato delle carriere: sarà il caso anche del campione 2020?

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