Razgatlioglu: "In MotoGP anche certi meccanici si sentono star. Vedermi in fondo è dura, ma ho realizzato un sogno"

L'INTERVISTA - Parla Toprak: "Sono arrivato nel paddock senza conoscere nessuno, ma ho trovato supporto nel team e Miller. Dopo le moto vorrei una bella vita, con una ragazza e una famiglia"
https://www.google.com/preferences/source?q=motosprint.it, ms

Gianmaria RosatiGianmaria Rosati

Pubblicato il 4 agosto 2026, 12:25

La moto migliore per stare davanti

Il tuo mentore Kenan Sofuoglu ha ammesso a Motosprint che attualmente non potresti vincere nemmeno con una Ducati o un’Aprilia, perché devi ancora imparare tante cose.

«Sono d’accordo: se oggi avessi tra le mani la moto migliore della griglia forse potrei sognare il podio, ma davvero non lo so con certezza. Quest’anno le cose devono andare come stanno andando, nel 2027 spero di poter fare la differenza. Quando è cominciata questa stagione ho avuto una visione chiara della situazione, mentre nei test tutto è meno limpido. Sto imparando una cosa, in particolare».

Quale?

«Se hai un buon pacchetto puoi essere sempre veloce, altrimenti sei in fondo: è un trend un po’ in stile Formula 1. Resto ottimista e imparo, anche perché il primo anno serve per apprendere. Spero che l’anno prossimo cresceremo insieme perché credo nella Yamaha e nel Team Pramac. E sono venuto in MotoGP proprio per questo motivo». 

 

Uno sguardo al passato ed al futuro

Se ti guardi allo specchio oggi e pensi al piccolo Toprak, che iniziava ad appassionarsi a questo sport, quali emozioni avverti?

«Da piccolo non ho mai davvero pensato al sogno della MotoGP, perché era qualcosa di davvero lontano. Ho iniziato a correre per divertimento, poi però le cose sono diventate un po’ alla volta sempre più professionali: sono arrivato in Superbike e mi sono concentrato su quello, fino a vincere i titoli mondiali, ma comunque la MotoGP la sentivo lontana. E invece ora ci sono. Al piccolo Toprak farei fatica a dire qualcosa, dato che ho percorso una strada molto diversa da quella compiuta da tutti gli altri piloti della MotoGP, ma ora ci sono anch’io. Sono felice della mia carriera, sono il primo pilota turco nella storia della MotoGP e prima di ritirarmi vorrei fare qualcosa di importante in questo campionato, è il mio sogno attuale».

Ti sei fatto un regalo per la promozione in MotoGP? Un orologio, una macchina...

«Ho comprato delle auto negli anni, ma non le vedo come regali per il mio percorso come pilota. Mi concentro e lavoro anche per il mio futuro, dato che dopo la fine della mia carriera vorrei una bella vita. A pensarci bene, devo anche trovare una ragazza per sposarmi e fare una famiglia: non passo tutto il giorno a pensare alle moto».

E il sorriso è quello di chi, anche di fronte a un cambiamento epocale a livello professionale, vuole rimanere fedele al proprio modo di essere.

 

 

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading