MotoGP, la scommessa di Gresini: occhio al “pistolero” Holgado nel 2027

Tra i debuttanti della prossima stagione ci sarà anche Daniel, in arrivo dal team Aspar come David Alonso. Avrà una Ducati Desmosedici per provare a stupire
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Alessandro Di MoroAlessandro Di Moro

Pubblicato il 22 luglio 2026, 11:32

Da un pilota Aspar all’altro. La squadra capitanata da Jorge Martinez è ormai da tempo uno dei punti di riferimento per la crescita dei giovani piloti e l’anno prossimo in Moto2 dovrà puntare su una coppia inedita – uno sarà Maximo Quiles – in quanto David Alonso non sarà l’unico centauro attualmente impegnato con loro ad effettuare il salto in MotoGP. Anche Daniel Holgado salirà infatti in classe regina, andando a difendere i colori del team Gresini Racing al fianco di Joan Mir in sella alla Ducati Desmosedici.

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La Ducati Gresini, una scelta (sempre) vincente

L’iberico è stato uno dei primi piloti ad essere annunciati ufficialmente in vista del 2027 e avrà dalla sua parte non soltanto una moto che dovrebbe essere altamente competitiva, ma anche una squadra come quella faentina nota per essere in grado di permettere a tutti i loro portacolori di vincere. Non a caso, da quando la compagine capitanata da Nadia Padovani utilizza le moto di Borgo Panigale, tutti i loro piloti sono riusciti a salire almeno una volta sul gradino più alto del podio: Enea Bastianini, Fabio Di Giannantonio, Alex e Marc Marquez, Fermin Aldeguer. Tutti piloti vincenti, con quest’ultimo in grado di riuscirci anche nella propria stagione da rookie conclusa come miglior debuttante della stagione, obiettivo a cui ambirà lo stesso Holgado.

Daniel vanta in bacheca il titolo di Campione nel Mondiale Junior Moto3, ottenuto nel 2021, ed un piazzamento come vice campione nella serie iridata della classe leggera nel 2024, oltre ad essere uno dei grandi protagonisti dell’attuale Moto2. Si tratta di un altro giovane – classe 2005 – che potrebbe inserirsi immediatamente nelle posizioni che contano, pur avendo nella costanza di rendimento un limite su cui deve ancora lavorare: le sue esperienze nel Motomondiale hanno sempre messo in mostra una gran velocità, ma anche gare vinte seguite da altre in cui ha faticato più del previsto. Ha ancora mezza stagione in Moto2 per risolvere tale “problema” e arrivare ancora più maturo in MotoGP, dove sarà un outsider. D’altronde, viene soprannominato “il pistolero” proprio per il suo stile di guida di guida aggressivo e la sua imprevedibilità.

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