Martin: "Tutti hanno una battaglia interna. Rivola? Siamo come padre e figlio"
L'INTERVISTA - "Un papà vuole il meglio per il figlio anche se questo non è d’accordo con certe scelte. Piloti di oggi meno playboy? Prima era uno show e potevi non essere un atleta"
Gianmaria Rosati
Pubblicato il 22 luglio 2026, 09:29
Le case, i contratti ed i piloti
Di recente hai detto “I contratti non significano nulla per le grandi Case, giocano con noi piloti”: credi che voi piloti dovreste unirvi per far sentire la vostra voce su questo e altri temi?
“Sicuramente fare squadra aiuterebbe, ma alla fine le aziende sono molto grandi e l’ho provato sulla mia pelle: quando c’è una disputa c’è poco da fare. Io sono contento di essere qui in Aprilia e farò il massimo, poi vedremo cosa accadrà nel futuro, ma credo sarà difficile vedere i piloti uniti”.
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L’anno scorso eri tu a voler rompere un contratto: qual è il messaggio che oggi vuoi fare passare sulla vicenda?
“C’è poco spiegare. Si è parlato tanto quindi ora c’è poco da dire”.
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