MotoGP, Nieto: “Con Rossi siamo sempre stati amici ed ora è il mio capo”

Il Team Manager VR46 svela la trattative dietro l'addio a Di Giannantonio: "È difficile competere quando una Casa bussa alla porta, ma Aldeguer è un pilota talentuoso"
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Valentino AggioValentino Aggio

Pubblicato il 20 luglio 2026, 17:29 (Aggiornato il 21 lug 2026 alle 07:44)

La pausa estiva della MotoGP offre la possibilità di riflettere sui primi 11 appuntamenti del campionato, che hanno portato ad una classifica mai così corta e variegata negli ultimi anni. Tra i contendenti al titolo c'è anche Fabio Di Giannantonio del Pertamina Enduro VR46 Racing Team. A soli 24 punti dalla vetta occupata da Jorge Martín, il romano e la squadra che vede Pablo Nieto come Team Manager credono al Mondiale. 

Su Di Giannantonio: “Difficile competere con una Casa”

Pablo Nieto si è concesso in una lunga intervista ai microfoni di Mundo Deportivo parlando della stagione che ha raggiunto il giro di boa. “Dobbiamo rimanere positivi: sappiamo che sarà molto complicato lottare fino alla fine, ma questo è un campionato che premia la costanza”. Ed è proprio questo aspetto che è mancato nel 2025, dove Fabio Di Giannantonio ha a lungo combattuto con una Desmosedici GP25 difficile da interpretare. “Cerchiamo di migliorare rispetto all'anno precedente - le parole dell'ex pilota -. Il nostro problema è stato proprio questo: una gara lottavamo per il podio, la successiva per il 10° posto. Ora è proprio la costanza il punto forte di Fabio, vuol dire che abbiamo lavorato bene”. 

La relazione con Di Giannantonio terminerà alla fine della stagione dopo tre anni con la formazione italiana. Il pilota romano, come annunciato prima del Sachsenring, sarà pilota ufficiale KTM al fianco di Álex Márquez. “Ovviamente dispiace - prosegue Nieto -. Sono stati tre anni in miglioramento costante e questo è veramente positivo. Quando svolgi un buon lavoro, è normale che le Case bussino alla tua porta. Personalmente, mi dispiace molto che se ne vada in KTM ma capisco anche il salto che vuole compiere. Abbiamo provato a farlo rimanere con noi, ma non siamo riusciti a dargli quello che cercava né dal punto di vista tecnico né economico. Poi, quando si presenta un team ufficiale è molto difficile poter competere, anche perché noi rimaniamo una squadra satellite: sono delle condizioni completamente diverse”.

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