MotoGP: Fabio Di Giannantonio la sorpresa tra gli italiani, bilancio dolceamaro per Pecco Bagnaia

Pubblicato il 17 luglio 2026, 14:18
Di Giannantonio bracca Bezzecchi, Bagnaia senza guizzi
I numeri confermano questa impressione, Di Giannantonio occupa il quinto posto nella classifica iridata, a soli due punti da Bezzecchi, sei da Marquez e ventiquattro dal leader Jorge Martin. Una costanza che gli ha permesso di inserirsi stabilmente nella corsa al titolo e che alimenta ulteriormente le aspettative in vista del suo passaggio in KTM nella prossima stagione. Lui stesso, più volte, ha ribadito di voler lottare per il Mondiale, e quanto mostrato finora lascia pensare che quell'obiettivo non sia affatto irrealistico. Discorso diverso per Francesco Bagnaia. Le aspettative erano inevitabilmente più alte e, pur senza vivere una stagione negativa come quella precedente, il due volte campione del mondo non è ancora riuscito a esprimere tutto il proprio potenziale.
L'impegno non è mai mancato, così come la lucidità nell'analizzare i problemi e nel lavorare con la squadra, ma i risultati restano inferiori alle sue possibilità. I quattro podi conquistati e il successo nella Sprint Race di Brno rappresentano un bottino discreto, ma ancora lontano dagli standard ai quali Bagnaia ha abituato il paddock. Manca ancora quell'exploit capace di cambiare l'inerzia della stagione e, inevitabilmente, qualche pensiero sembra già rivolto all'approdo in Aprilia del prossimo anno. Proprio per questo la seconda parte del campionato sarà fondamentale: ritrovare continuità e tornare a vincere significherebbe chiudere nel migliore dei modi un capitolo importante della sua carriera.
Da Enea Bastianini e Luca Marini alle difficoltà di Franco Morbidelli
Tra le note meno positive c'è Enea Bastianini. Il talento del riminese non è mai stato in discussione, ma il difficile adattamento alla KTM (e la generale mancanza di competitività della moto) continua a limitarne il rendimento. Il miglior risultato stagionale resta un sesto posto, troppo poco per un pilota che negli anni ha dimostrato di poter lottare stabilmente per podi e vittorie. La sensazione è che il potenziale sia ancora largamente inespresso e che serva uno step tecnico per tornare competitivo. Anche Luca Marini vive una stagione particolare, il suo lavoro nello sviluppo della Honda continua a essere molto apprezzato all'interno del box e nella prima parte del campionato sono arrivati segnali incoraggianti, ma nelle ultime gare i risultati hanno subito una flessione.
Rimane un elemento fondamentale per la crescita del progetto giapponese, anche se sul piano strettamente sportivo manca ancora quel risultato di prestigio che possa dare ulteriore valore al lavoro svolto. Chi invece sta deludendo maggiormente è Franco Morbidelli. Considerando il livello della moto a sua disposizione, la Ducati del team VR46, l'ottavo posto come miglior risultato stagionale rappresenta un bottino decisamente insufficiente. Il potenziale del pacchetto tecnico lasciava immaginare una presenza costante nella top five, ma finora il vicecampione del mondo 2020 non è riuscito a trovare il giusto feeling né quella continuità necessaria per inserirsi tra i protagonisti.

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