Dall’Igna: “Bagnaia? Era ora di separarsi. Ducati ha la stessa mentalità, ma mancano giovani italiani”
Gianmaria Rosati
Pubblicato il 6 luglio 2026, 18:09 (Aggiornato il 8 lug 2026 alle 07:35)
Come risponde ai tifosi italiani rammaricati per la presenza di un solo azzurro (Nicolò Bulega) a fronte di cinque spagnoli nel prossimo contingente Ducati?
"A me piace ricordare che noi, più di tutti i costruttori, abbiamo schierato piloti italiani. E lo raccontiamo con orgoglio. Purtroppo, è un dato di fatto, non vediamo più giovani talenti italiani e questo incide molto sull'italianità del nostro sistema. La Ducati, poi, è divenuta celebre anche grazie a piloti stranieri che sono divenuti icone del marchio. E comunque è un brand internazionale".
Uscirà Pecco Bagnaia: come si è evoluto il vostro rapporto nei sei anni del torinese nel team ufficiale?
"Abbiamo vissuto varie fasi. All'inizio c'era la voglia reciproca di lavorare assieme, era scritto nel destino che ci dovessimo incontrare. All'inizio non è stato facile ma con la nostra ostinazione è arrivato qualcosa di fantastico, che mi porterò dentro per tutta la vita: il titolo piloti 2022, il primo anche per me in MotoGP, mi fa ancora commuovere e ho ricordi fantastici, cosa che a Pecco dico spesso. Poi, come spesso accade, le cose cambiano: dopo tanto tempo assieme, è naturale, forse giusto, che si prendano strade diverse, lo dico sia per noi che per lui. Non sono mai stato amante dei contratti troppo lunghi: i due anni rappresentano la durata giusta, c'è la stabilità ma anche le mani libere per tutti gli attori coinvolti se qualcosa non funziona. Credo che farò contratti biennali per sempre”.
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