Dall’Igna: “Bagnaia? Era ora di separarsi. Ducati ha la stessa mentalità, ma mancano giovani italiani”

L'INTERVISTA - “Concessioni? Per me le moto sono più sport che spettacolo, Duplantis non usa un’asta più corta degli altri. Il primo titolo con Pecco mi commuove ancora, e che ricordi la prima vittoria con Iannone..."

Gianmaria RosatiGianmaria Rosati

Pubblicato il 6 luglio 2026, 18:09 (Aggiornato il 8 lug 2026 alle 07:35)

Le concessioni e i piloti

Le concessioni regolamentari atte ad aiutare le Case in difficoltà, che all'inizio erano per la Ducati, ora sono vostre nemiche. 
"Dipende da come vogliamo intendere il motociclismo, se sport o spettacolo. Se è sport, le concessioni non vanno bene: Mondo Duplantis non salta con un'asta più corta dei rivali perché è più bravo di loro, è giusto che vinca sempre il migliore e lui a parità di risorse vince e fa i record. Poi c'è chiaramente la componente dello spettacolo, con investimenti così ingenti che hanno un ritorno soltanto se lo show è di un certo tipo, ed in questo senso le concessioni sono importanti nel nostro mondo. Ma serve comunque che vinca il migliore, perché per me il motociclismo è più sport che spettacolo: serve usare la testa in questi aspetti, e magari anche tornare indietro se qualcosa non va come sperato”. 
 
A proposito di sfide: è in arrivo il 2027 con le 850 e le gomme Pirelli. Per Dall'Igna è più il rammarico dell'addio alla Desmosedici che ha costruito un'era vincente o la curiosità della novità?
"Da ingegnere, nel mio spirito c'è la voglia di provare cose nuove, quindi abbandonare lo schema che ci ha regalato tante soddisfazioni non lo vedo come un problema. Trasferiamo da un progetto all'altro il know-how della moto, e questo non ci farà partire in posizione di vantaggio ma saremo almeno un attore importante". 
 
Avrete Marc Marquez e Pedro Acosta: è l'addio al trend dei piloti "coltivati" in casa?
"Credo che gli appunti sulla nostra strategia siano stupidaggini. Stiamo ancora investendo sui giovani, Fermin Aldeguer è un esempio, il nuovo arrivo Dani Holgado un altro. Poi, però, se ci sono opportunità offerte dal mercato, è giusto coglierle. Abbiamo fatto bene a prendere Marc, lo stesso vale per Pedro, una delle figure più importanti per il motociclismo dei prossimi anni. La filosofia Ducati è invariata, ma sarebbe stupido non cogliere certe opportunità". 

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