Bezzecchi: "Sono un ragazzo normale, ma con svariate personalità. Mio babbo come assistente? Senza di lui non sarei qui"
L'INTERVISTA - "A Noale mi fanno sentire speciale. Ho amici veri perchè non hanno paura di dirmi che ho sbagliato. A Sinner ruberei la freddezza, ad Antonelli la spensieratezza"
Gianmaria Rosati
Pubblicato il 4 giugno 2026, 10:46
La vetta del Mondiale, dice che Marco Bezzecchi è un pilota perfettamente calato nel suo tempo. Parallelamente, però, il riminese sarebbe stato un perfetto pilota Anni ’70 e ’80, quando contava soltanto girare il più possibile la manopola del gas per vincere e poi si poteva anche andare dritti a casa senza interviste o attività media.
Bezzecchi non è un pesce fuor d’acqua con i media, semmai la particolarità è la spontaneità con cui parla, virtù sempre più rara. Marco è spontaneo quando racconta il rapporto con gli amici fuori dalla vita “racing”, lo è anche quando descrive cosa si prova in sella a una MotoGP sulla griglia di partenza, oppure cosa sta vivendo in questo capitolo della carriera targato Aprilia. La Casa che lo ha eletto rapidamente suo condottiero – unico pilota ufficiale già annunciato per il 2027 – e punta su di lui per sognare in grande.
Dopo un anno e poco più in Aprilia la percezione è che tu sia il pilota italiano più rappresentativo per la Casa dai tempi di Valentino Rossi e Max Biaggi. Come ti fa sentire?
«Io sono sempre un po’ in difficoltà nel rispondere su tali argomenti, perché non guardo molto a queste cose, quindi quando me lo sento dire finisco per farci un po’ più caso e ci penso. Ovviamente sono contento, dato che alla firma con l’Aprilia avevo in mente l’idea di creare un rapporto duraturo: il sogno era diventare il Marco dell’Aprilia, l’ho detto subito a Rivola. In quel momento non ero nemmeno salito in sella quindi forse era un pensiero un po’ troppo ambizioso, ma era un sogno che avevo e anche per questo ho firmato il rinnovo appena ho potuto».
Hai parlato spesso dell’orgoglio che senti quando ti rechi a Noale. Cose del genere aiutano quando sia il corpo che la mente sono in riserva?
«Assolutamente. Io a Noale non vado spesso ma ogni volta è un’iniezione di carica super positiva, dato che è splendido vedere delle persone che si emozionano così tanto nel vederti. Io mi sento e sono una persona normalissima, come loro, con l’unica differenza che loro sono bravi nel loro lavoro e io fortunatamente vado bene con le moto: vederli così emozionati mi fa sentire speciale. E credetemi, io di solito non mi sento mai tale».
Al momento della firma, due anni fa, avresti mai pensato di vivere qualcosa del genere? Vivevi oltretutto la tua unica stagione complicata in MotoGP
«Non me lo sarei aspettato, anche perché io non mi creo mai troppe aspettative. È stata una sorpresa molto positiva, ma ovviamente una volta arrivati qui sai di dover restare concentrato perché in un attimo ci si può perdere. Tutto fantastico, ma testa bassa».

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