MotoGP, Pit Beirer chiude a CFMOTO in top class: “Mai discusso un coinvolgimento”

Il capo del motorsport di KTM ha sventito l'eventuale ingresso del marchio cinese: “Non c'è pericolo che un'altra Casa entri nel progetto MotoGP”

Valentino AggioValentino Aggio

Pubblicato il 28 gennaio 2026, 09:40

Il vivaio: “Continueremo ad investire sui giovani”

Pit Beirer ha poi commentato un'altra eventualità spinosa per KTM, ovvero il chiacchierato ingresso di Yamaha come costruttore unico della Moto3 a partire dal 2027. “Vogliamo mantenere questo programma giovanile nel futuro, anche col possibile passaggio ad un monomarca in Moto3. Crediamo ancora nella Red Bull Rookies Cup e nelle altre categorie giovanili”. Il tutto per continuare il vivaio giovanile che da sempre è un punto di forza della Casa di Mattighofen. “Abbiamo ancora diversi piloti sotto contratto nelle classi minori: abbiamo dei piloti impegnati nei team gestiti da Aki Ajo, ma anche un ottimo rapporto con Aspar e Tech3 - le parole di Beirer, che ha poi celebrato il manager della formazione ufficiale -. Aki Ajo è stato il migliore nello scouting negli ultimi anni”.

Il nuovo regolamento: “Finalmente i piloti torneranno a fare la differenza”

L'ultima parte dell'intervento di Pit Beier è stata dedicata al futuro della top class, tra il nuovo regolamento e l'ingresso di Liberty Media. “Il cambiamento è una cosa positiva: qualche anno fa non ci sarebbero stati tutti questi investimenti nella MotoGP - ha commentato il manager -. Dorna ha fatto un ottimo lavoro negli ultimi anni poi, con l'ingresso di Liberty Media, si è subito visto l'impatto con Tech3. È una cosa che si potrebbe ripetere più volte in futuro con l'arrivo di nuovi investitori. Se si sceglie il giusto partner, questo può essere un grande vantaggio sia per il progresso tecnologico che economico. Le cinque Case mettono tanti soldi sul piatto ogni anno e, se ci fosse la possibilità di ridurre il peso sui costruttori, saremmo i primi aperti a questa possibilità”.

Infine, Beirer ha commentato il nuovo regolamento, che prevede l'esclusione di alette e i ride height device. “Noi siamo stati fin da subito contro alette ed altri dispositivi che hanno reso questo sport più dispendioso e, allo stesso tempo, hanno tolto margine ai piloti per fare la differenza - apre Beirer -. Queste moto con così tanta aerodinamica sono velocissime, ma credo che con meno tecnologia le gare possano essere più interessanti. Nel 2027 daremo degli strumenti ai piloti per fare la differenza”.

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