MotoGP, Paolo Pavesio e le nuove sfide: "Toprak ed il V4 hanno un potenziale altissimo"

Il managing director di Yamaha Motor Racing ha parlato alla presentazione di Siena: "Con Toprak c'era un cerchio da chiudere. A Sepang non mi aspetto una moto più matura rispetto alla vecchia M1"

Valentino AggioValentino Aggio

Pubblicato il 14 gennaio 2026, 11:09

Partono dall'Accademia Chigiana di Siena le speranze di Prima Pramac Yamaha per la stagione 2026 di MotoGP. Con un progetto rivoluzionario come il propulsore V4 ed uno dei debuttanti più attesi della storia in Toprak Razgatlioglu, i temi da sviscerare sono molteplici. 

Capitolo Toprak: “È tra i piloti più forti del mondo, con Yamaha un cerchio da chiudere”

Il primo giorno di scuola nel 2026 per Toprak Razgatlioglu lo ha visto presentarsi marchiato Yamaha, un ritorno dopo i due anni in BMW dove ha riscritto la storia della Superbike. “La cosa bella di arrivare a questo punto della carriera in MotoGP, sia per esperienza che per età, è che certe pressioni si gestiscono meglio - sono le parole di Paolo Pavesio, managing director di Yamaha Motor Racing -. Ha vinto tre campionati del mondo con sfide difficili: capisce quanto sia complicata questa sfida in MotoGP e sa che nel 2026 getteremo le basi per il '27. In MotoGP ci sono i piloti più forti del mondo e secondo me Toprak appartiene a questa categoria. Era giusto che avvenisse questo passaggio e sono molto contento che ci sia stata la possibilità con Yamaha perché credo ci fosse un cerchio da chiudere, come pensano lui e Kenan [Sofuoglu]. Toprak, così come il motore V4, hanno un potenziale altissimo, ma ci vorrà del tempo affinché il pilota si adatti e conosca meglio la MotoGP”.

Aspettative sul V4: “Dobbiamo essere ragionevoli”

La seconda grande novità di Yamaha in vista del 2026 è il nuovo motore V4, con la Casa giapponese che ha abbandonato l'ormai obsoleto quattro cilindri in linea. “Dobbiamo essere ragionevoli riguardo questa stagione - commenta Pavesio -. Il V4 ha un potenziale maggiore rispetto a quella coi quattro cilindri in linea ma dobbiamo tirarlo fuori durante l'anno. Soprattutto sul giro secco credo che sarà difficile essere vicini ai tempi dello scorso anno, ma spero di arrivarci quanto prima possibile. Quando si possono fare più linee come sul giro secco, la M1 era molto veloce: il problema era durante la gara, quando certe traiettorie non si possono fare”. In definitiva, non ci si può aspettare una moto migliore già dai primi test di Sepang che si terranno a fine mese: “Non credo di arrivare a Sepang con una moto più matura rispetto alla M1 vecchia, ma che possa comunque diventarlo durante l'anno. Più bravi saremo, più veloce sarà questo processo”.

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