Meno vittorie, stessi punti e un pizzico di amarezza: il bilancio 2025 degli italiani in MotoGP
La pattuglia italiana ha perso un solo punto dal 2024, ma anche una posizione con il suo miglior rappresentante Bezzecchi, che guidato il gruppo al posto di un Bagnaia crollato nel finale

Gianmaria Rosati
Pubblicato il 26 dicembre 2025, 20:04 (Aggiornato il 30 dic 2025 alle 08:40)
Una stagione da 22 Gran Premi, vetta mai toccata prima di questo 2025, si può paragonare a un lungo viaggio, che si inizia con speranze e obiettivi e magari termina con altre convinzioni, stati d’animo. Oppure semplicemente, parlando di piloti, con risultati più o meno in linea con le aspettative. È il caso dei sei portacolori italiani della MotoGP, per i quali in gran parte la stagione da poco conclusa è andata in modo diverso rispetto alle aspettative, per chi le ha superate e per chi, purtroppo, non le ha nemmeno avvicinate.
Esattamente ai poli opposti di tale casistica ci sono Marco Bezzecchi e Pecco Bagnaia, protagonisti di una stagione in cui i sei titolari hanno ottenuto sostanzialmente gli stessi punti, soltanto uno in meno, rispetto al 2024, ma con due GP disputati in meno. E soprattutto con otto vittorie in meno, cinque contro tredici.
Il riminese rappresenta il lato pregiato della medaglia italiana in questo 2025: occorre infatti fare un passo indietro e ricordare come il romagnolo era arrivato in Aprilia, dopo un 2024 complicato, terminato addirittura fuori dalla Top 10 finali. Di sicuro non era lui a rappresentare il grande acquisto dell’Aprilia, che aveva ingaggiato anche il campione del Mondo in carica Jorge Martin. Invece, in uno scenario tutto nuovo – è cambiato anche il direttore tecnico, con Fabiano Sterlacchini al posto di Romano Albesiano – Bezzecchi ha compiuto un entusiasmante salto di qualità con 200 punti tondi in più rispetto a 12 mesi fa.
I progressi di Bezzecchi
Uno step che peraltro va oltre i risultati, poiché già nel 2023 aveva chiuso terzo con tre successi, soltanto che questa volta l’ha fatto da pilota ufficiale, che ha indirizzato anche lo sviluppo della RS-GP mostrando una nuova leadership. E dire che la stagione non era iniziata sotto i migliori auspici, con il romagnolo alle prese con quattro “zero” – tra i quali l’incidente provocato al via del GP Argentina – nei primi sei Gran Premi e la Casa di Noale costretta a puntare su un solo pilota viste le disavventure di Martin.
«Alla mia stagione darei un 6,5 o un 7, perché l’inizio non è stato un granché» ha ricordato proprio Bezzecchi, consapevole anche di essere «Spesso stato solo, perlomeno nel box ufficiale. Per questo è stato un po’ un anno atipico e devo davvero ringraziare la squadra per come ha lavorato». L’Aprilia è stata ricompensata proprio dai risultati di Marco, che da metà stagione è divenuto un habitué delle prime posizioni, forte di una RS-GP in grande crescita – grazie soprattutto alle sue indicazioni – e di un ambiente idilliaco. Un’atmosfera alleggerita dagli sketch («Spesso le idee nascevano dalle cavolate che ci dicevamo io e Matteo Baiocco» ha ricordato Bez) che ha portato Marco sulle ali dell’entusiasmo fino a Valencia.
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