MotoGP, Petrucci ed il sogno Ducati: “Sul podio del Mugello mi è passata la vita davanti”

Da promesso pilota Superbike nel 2015 alla vittoria indimenticabile del Mugello nel 2019. Petrucci ha raccontato: “Quel giorno mi sciolsi, piansi come un bambino”

Valentino AggioValentino Aggio

Pubblicato il 12 dicembre 2025, 09:19 (Aggiornato il 14 dic 2025 alle 12:06)

I primi anni di carriera hanno formato un giovane Danilo Petrucci che, al termine di un'esperienza drammatica con Ioda Racing, è stato salvato da Francesco Guidotti. Dagli anni in Pramac fino alla formazione ufficiale, dove “Petrux” ha festeggiato due vittorie molto diverse tra loro.

Sogno (quasi) svanito: “Non avevamo i soldi per pagare le tasse”

I tre anni con Ioda Racing sono stati fallimentari per Danilo Petrucci che, al termine del 2014, si era visto praticamente costretto ad abbandonare il sogno della MotoGP. “Il 2014 fu veramente duro: mi feci male durante la stagione, ormai avevo gettato la spugna. Inoltre, era da quasi un anno che il team non mi pagava” confessa al podcast "Cappuccio e Brioche". La speranza di Petrucci per rimanere in MotoGP era Aprilia, che avrebbe debuttato l'anno successivo: “Io e  mio padre andammo a Noale nella speranza di entrare nella squadra, ma mi dissero che avevano già scelto Marco Melandri e Álvaro Bautista. Non avevamo nemmeno i soldi per pagare le tasse. Mi arrivò un'offerta dalla Superbike con Althea, che aveva vinto qualche anno prima con Carlos Checa. Chiesi aiuto ad Alberto Vergani, e mi disse che dovevo andare. Volevo firmare per Genesio Bevilacqua, anche se non era il mio sogno. Non avevo altre opzioni”. 

Proprio quando tutto sembrava finito, ecco la chiamata in grado di cambiare una carriera: “Alla sera mi squillò il telefono: era Francesco Guidotti, team manager Pramac. Lui voleva prendere Johann Zarco, Mi disse: 'Abbiamo deciso che corri per noi, Zarco vuole rimanere in Moto2'. Non mi avrebbero pagato, ma non mi interessava. Quella è stata la svolta. Alla fine del 2014, la notte prima di provare la Ducati, avevo il ricordo della Ducati di Rossi che faticava ad andare dritta. Invece, dal primo giro che feci, mi trovai bene: finii primo sotto l'acqua, poi il giorno dopo feci 7° sull'asciutto”.

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