Le tensioni tra Cambogia e Thailandia allertano la MotoGP, Buriram a rischio

La pista che dovrebbe ospitare le ultime sessioni di test e la prima gara della stagione 2026 è diventata un centro d’emergenza per accogliere i rifugiati delle zone di confine
Le tensioni tra Cambogia e Thailandia allertano la MotoGP, Buriram a rischio
© Chang International Circuit

Mathias CantariniMathias Cantarini

Pubblicato il 11 dicembre 2025, 10:33

Tra i numerosi conflitti che in questo periodo agitano la politica, uno potrebbe condizionare in maniera importante l’avvio del motomondiale. Si tratta ovviamente del conflitto tra Cambogia e Thailandia che dopo i primi scontri durante l’estate si è riacceso in questi giorni.

 


Il Chang International Circuit diventa un centro di accoglienza

A Buriram la MotoGP dovrebbe arrivare tra poco più di due mesi con la due giorni di test del 21-22 febbraio, gli ultimi prima del via della stagione, in attesa della prima gara proprio in Thailandia una settimana più tardi dal 27 febbraio al 1 marzo. Le ostilità tra Cambogia e Thailandia – che da anni si contendono una superficie di oltre 800 chilometri quadrati tra le due nazioni – sono riprese lo scorso 8 dicembre dopo che la Thailandia ha annunciato la morte di un soldato e la Cambogia quella di quattro civili. Già in estate le tensioni tra i due paesi avevano portato alla morte di 48 persone che avevano poi portato ad un cessate il fuoco, rotto proprio qualche giorno fa. La provincia di Buriram – una di quelle sul confine conteso – dovrebbe ospitare la MotoGP tra poco più di due mesi. In questo momento però il Chang International Circuit ha convertito le proprie strutture in un enorme centro di accoglienza per i rifugiati che stanno scappando dalle linee di confine e in questo momento ospita già oltre 15.000 persone. Un numero che però è destinato ad aumentare se le tensioni continueranno ad aumentare coinvolgendo quasi mezzo milione di persone.

Per il momento Dorna non ha ancora preso una decisione e continua a monitorare la situazione con estrema attenzione. Ovviamente è impossibile immaginare di correre a pochi chilometri da un conflitto in corso dovendo sgomberare dalla pista i rifugiati e quindi le ipotesi al vaglio sono diverse. Dalla cancellazione – l’ipotesi che Dorna vorrebbe scongiurare – allo spostamento nel calendario nella speranza di una riappacificazione della zona. In questo caso il Qatar tornerebbe ad aprire la stagione con la trasferta tailandese che scivolerebbe più avanti in calendario. 

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