Marini: "La moto ideale? Una Honda con l'aerodinamica Aprilia, ma ora viene il difficile"
Gianmaria Rosati
Pubblicato il 25 novembre 2025, 09:27 (Aggiornato il 25 novembre 2025, 09:15)
Marini, l'incidente di Suzuka e la moto ideale
In questa stagione hai dovuto fare i conti con il brutto incidente a Suzuka. Da quel momento qual è stato il pensiero che ti ha dato la forza di ripartire? Come è stato quel periodo?
“Alcune cose sono venute naturalmente, su altre invece ci ho lavorato nei giorni in cui ero in ospedale da solo. Ho cercato di ritrovare la forza e la motivazione per iniziare a lavorare sul recupero, in modo da tornare in pista nel momento designato ed essere nella miglior condizione possibile. Sono tornato in pista non ancora nelle migliori condizioni fisiche, ma mentalmente ero carico e motivato: in certi momenti di dolore ci ho messo una pezza con istinto e talento, dato che sia io che la moto non potevamo più aspettare per compiere il passo in avanti. Quando sono tornato abbiamo messo insieme un pacchetto tecnico migliore, riuscendo ad esprimermi come avrei voluto fare anche prima. Da lì è partita una crescita costante, che ha portato ad una stagione ottima, pur non avendo ancora colto risultati strabilianti”.
Quanto secondo te si può già vedere, all’interno del progetto Honda, la mano del nuovo direttore tecnico Romano Albesiano?
“Difficile dirlo, ma penso che sia entrato nel progetto in modo graduale e stia facendo un buon lavoro, entrando in sintonia con gli ingegneri giapponesi. Romano e gli altri ingegneri che con lui sono arrivati in Honda hanno migliorato il metodo di lavoro: dobbiamo continuare così ed andare insieme ai giapponesi nella direzione corretta. L’anno scorso c’erano ancora molte idee vecchie, o meglio relative al passato, ma poi abbiamo cercato di prendere un’altra direzione e fatto un ottimo lavoro”.
Come comporresti la tua moto ideale? Magari prendendo un pregio da ognuna delle moto presenti in griglia.
“Prenderei tutto della Honda ed aggiungerei l’aerodinamica dell’Aprilia. Ducati? In questo momento sta facendo la differenza con il metodo di lavoro costruito negli anni e con il pacchetto ormai consolidato, ma ora stanno pensando più che altro al 2027, quindi non avrebbe senso prendere qualcosa da loro in ottica 2026”.
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