MotoGP, Aprilia ancora spuntata: Martin assente anche a Portimao

Ennesimo forfait forzato per lo spagnolo, ancora alle prese con il recupero dall’infortunio patito in Giappone

MotoGP, Aprilia ancora spuntata: Martin assente anche a Portimao

Gianmaria RosatiGianmaria Rosati

Pubblicato il 27 ottobre 2025, 18:08

Non c’è pace per Jorge Martin, che sarà costretto a guardare anche il GP di Portimao da casa. Come confermato pochi minuti fa da Aprilia infatti il Campione del Mondo uscente non sarà presente nemmeno in Portogallo.

Martin e l'ipotesi Valencia

Martin infatti è ancora alla prese con il recupero fisico, dopo la frattura della clavicola destra rimediata a Motegi, con conseguente operazione e riabilitazione per tornare in sella. Ad inizio ottobre lo spagnolo si è recato anche presso il Red Bull Athlete Performance Center, per massimizzare il lavoro e tentare di recuperare in maniera migliore e più rapida.

Con tutta probabilità il posto di Martin verrà preso nuovamente da Lorenzo Savadori, mentre per quanto concerne Jorge l’unico cruccio resta ora quello legato al GP conclusivo di Valencia. Come nel caso di Marc Marquez – che ha però già rinunciato – per il pilota Aprilia sarebbe importante prendere soprattutto parte alla giornata di test prevista il martedì successivo al weekend, ma questo resta ancora tutto da decidere.

MotoGP: un'altra grande rimonta di Bastianini a Sepang, ma la qualifica...

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

MotoGP, il ritorno del figliol prodigo: Kurt Trieb torna in KTM

Dopo una sola stagione in HRC, il motorista tedesco è tornato a Mattighofen riprendendo il suo posto a capo dello sviluppo motori della nuova era 850

MotoGP, Álex Márquez ammette: “Forse non siamo forti come lo scorso anno”

Il pilota Gresini Racing ha vissuto un inizio difficile: "Ma dobbiamo ancora aspettare le prime cinque o sei gare per capire bene qual è il nostro ruolo"