Biaggi: "Marquez merita tutto questo per come si è rialzato. Un nome per il futuro? Toprak"

Gianmaria Rosati
Pubblicato il 3 ottobre 2025, 09:14 (Aggiornato il 3 ottobre 2025, 07:47)
Biaggi, Aprilia e la RSV4
Ti piacerebbe avere anche un altro ruolo più operativo in Aprilia oltre a quello di Ambassador? Dopotutto hai un passato recente da Team Principal…
“No grazie (ride ndr). Il mio attuale ruolo mi piace, sembra mi si sia cucito addosso da solo e soprattutto non mi pesa, il che è importante. Credo che una figura come la mia all’interno dell’organico è giusto che ci sia, però non deve essere troppo invasivo. L’obiettivo è dare visibilità al marchio e vendere le moto: ovviamente il racing è una parte importante, ma non è la sola”.
A questo proposito di dispiace non vedere più l’Aprilia in SBK? Dato anche il tuo palmares…
“La RSV4 quando è uscita era una moto progettata su un altro pianeta, atterrata poi sulla terra. Un passo alla volta è stata capita ma ancora meglio è stata compresa dieci anni dopo, e dopo vent’anni è ancora in auge. Per creare oggi un’altra opera d’arte di quel tipo occorre fare anche i conti con la realtà, il mercato e le spese: la supersportiva oggi fa parte di una nicchia, tanto che hanno quasi più appeal le moto in edizione limitata piuttosto che quelle prodotte su larga scala. Credo che la strada sia questa per il prossimo futuro, come non credo che potrà nascere un modello appositamente per competere in Superbike, dato che non è un qualcosa in linea con la volontà di fare andare bene un’azienda. Per una multinazionale giapponese il discorso è diverso, dato che fanno registrare numeri importanti”.
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