Biaggi: "Marquez merita tutto questo per come si è rialzato. Un nome per il futuro? Toprak"

Gianmaria Rosati
Pubblicato il 3 ottobre 2025, 09:14 (Aggiornato il 3 ottobre 2025, 07:47)
Passato, presente e futuro. Se nella prima parte dell’intervista con Max Biaggi abbiamo compiuto sia un passo indietro, relativo alla sua vita da pilota, che uno avanti legato a quello che potrà rappresentare la nuova MotoGP firmata Liberty Media, ora è impossibile non pensare al presente.
Un presente che in classe regina parla di un’Aprilia brillante ma anche sfortunata, contrapposta ad una Ducati che ha invece vissuto sia l’epopea di Marc Marquez che le difficoltà di Pecco Bagnaia. Con Max spaziare da un tema all’altro diventa un esercizio semplice, tanto che un pensiero – anche - sulla Superbike arriva quasi spontaneo.
Come definiresti Bezzecchi dentro e fuori dalla pista?
“Più affabile di quello che può sembrare dall’esterno, poi ovviamente espansivo e naturale. Non si impone nulla, mentre altri faticano di più sotto questo aspetto. Secondo me con i risultati può scrivere qualcosa di importante: alla fine nelle sport sono quelli a rimanere, ma lungo il percorso può centrare degli obiettivi e diventare importante per il marchio”.
Dopo mesi di tumulto Aprilia può contare finalmente sulla coppia Bezzecchi - Martin: è l’altro dream team della griglia 2025 dopo quello Ducati?
“Sicuramente, anche perché ad oggi Aprilia e Ducati sono le due rivali per la vetta. La coppia Ducati ha molti titoli, la nostra ne ha uno ma con un’età media decisamente più giovane. Sarebbe bello vedere un testa a testa da qui a fine anno, sperando che Martin possa arrivare ai livello che tutti sappiamo che può raggiungere”.
Come hai vissuto il tumulto di Martin? A che punto della relazione pensi che sia con la Casa?
“Quando c’è stato il momento di caos ho subito detto che Jorge sarebbe rimasto, credo che qualcuno lo abbia anche scritto. Sentivo che doveva rimanere, ne avevamo parlato e lasciare Aprilia non era la sua priorità. C’è stato un momento in cui ha tentennato, è vero, ma poi ha capito cosa fare, ben prima della comunicazione ufficiale. Non so se queste cose sono indotte da terzi, ma lui non aveva l’idea chiara di cambiare. Oggi è tutto molto bello ed emotivo, dato che Jorge sente un legame con la casa ed è un po’ la versione spagnola di Marco, dato che dice quello che pensa. Sarebbe bello vedere entrambi iniziare con il piede giusto la prossima stagione, dato che Jorge quest’anno ha perso tante gare e deve colmare il divario”.
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