MotoGP, Dovizioso: "Dopo gli anni in Honda ho pensato di smettere. Marquez sovrasta Bagnaia mentalmente"
In occasione della presentazione del documentario sulla sua carreria, il forlivese ha toccato diversi temi legati ai suoi trascorsi in MotoGP ma anche all'attualità
Pubblicato il 22 settembre 2025, 09:12 (Aggiornato il 23 set 2025 alle 07:35)
Andrea Dovizioso: "Marquez e la Honda era quasi imbattibili. Lui è un pilota completo in tutto, bisogna ammetterlo".
La storia di Andrea Dovizioso è strettamente connessa con Ducati, marchio con il quale ha vissuto la parte "prime" della sua carriera in classe regina e che ha contribuito a riportare al vertice dopo tanti anni diffcili: "Per me riuscire a riportare la Ducati a lottare per il Mondiale, dopo così tanti anni in cui non ci riusciva, è stata una soddisfazione enorme, sia personale che professionale. In quella sella sono passati tanti piloti, ma alla fine sono stato io a giocarmi il titolo, ed è un riconoscimento che mi porto dentro. Poi, certo, conta anche l’avversario che ti trovi davanti: in quegli anni Marquez e la Honda erano praticamente imbattibili. E Marc lo sta confermando ancora oggi, cambiando moto e mantenendo un livello impressionante. Avere quasi 200 punti di vantaggio in classifica è qualcosa che non si vedeva da tempo. È un pilota completo in tutto, quando uno è forte e più completo degli altri bisogna semplicemente riconoscerlo".
L'attuale collaudatore ha poi proseguito: "Nei primi dieci anni di carriera i miei avversari e riferimenti erano Lorenzo, Pedrosa e Stoner, poi è arrivato Valentino, ma lui era già in una fase più avanzata di carriera e non ci siamo mai giocati davvero un campionato, solo tante battaglie. Con Marquez invece è stato diverso: me lo sono trovato davanti dall’inizio alla fine, ed è sempre stato lì, costantemente competitivo. La difficoltà con lui è che non ha un punto debole: è forte in tutto. Certo, ha anche il lato rischioso di non sapersi trattenere, lo ammette lui stesso, e questo lo ha portato a tante cadute in cui spesso è stato fortunato a farsi poco. Però fisicamente è preparatissimo, mentalmente ancora di più, e questo lo rende devastante. Non avendo vissuto Rossi negli anni in cui dominava, posso parlare prevalentemente di Marquez in un parallelismo tra i due. Quando hai un pilota così, che fa cose che tu nella stessa situazione non riesci a fare, psicologicamente diventa massacrante, è quello che secondo me sta vivendo Bagnaia, al netto di questioni tecniche in cui non entro, ma mentalmente diventa davvero difficile".
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