MotoGP, Marquez in Ducati: “Sappiamo quello che dobbiamo fare per essere campioni”

A Madonna di Campiglio è cominciata una nuova era Ducati, con Marc Marquez pronto a lottare per il titolo che dice: “Continuo ad avere le farfalle nello stomaco”

Serena ZuninoSerena Zunino

Pubblicato il 20 gennaio 2025, 19:09

Marc Marquez vestito di rosso lo avevamo già visto in quell’unico giorno di test svolto a Barcellona a novembre, ma oggi lo abbiamo finalmente visto indossare la tuta del team Ducati ufficiale. Comincia oggi la sua avventura nella squadra più osservata dell’anno e anche più forte, considerando che tra lui e Francesco Bagnaia ci sono 11 titoli.

“Continuo ad avere le farfalle nello stomaco” ha ammesso lo spagnolo a fine presentazione, “ma sono più realista di cosa vuol dire indossare questi colori". Dopo tutto quello che ha vissuto, ora è pronto ad affrontare questa nuova importante sfida della sua carriera: Quando la Casa del momento scommette su di te hai la pressione di lottare per il titolo. L’obiettivo principale è stare davanti e portare più punti possibili a casa”.

Dal team Gresini al team ufficiale Ducati


Il 2024 è già lontano, eppure è stato l’anno che gli ha permesso di essere dov’è oggi: “Sono soddisfatto del lavoro fatto l’anno scorso, soprattutto di come tutto si è evoluto durante la stagione, di come mi sono sentito sempre più competitivo, di come sono arrivato ad avere questa fiducia che è importante nel momento in cui poi si devono prendere delle decisioni”. L’anno scorso ha passato un anno con suo fratello nel team Gresini, di cui dice: “È stato perfetto quel passaggio, ora sono arrivato in un team dove c’è più responsabilità. Ci sono più ingegneri dietro, ci sono più facilità, ma anche più opzioni di sbagliare. Qui è tutto molto ben coordinato e organizzato. Il team c’è, la moto anche, nelle mie mani c’è l’ultima risposta”.

Marquez pronto a costruirsi la sua famiglia Ducati


Ora dovrà ricreare quell’ambiente giusto intorno a sé che lo farà andare ancora più veloce: “Già nel primo test mi sono trovato molto bene. Non si devono fare paragoni con il passato: tanto meno paragonare una relazione lunga dieci anni a un’altra durata tipo sei mesi. Con i miei amici di Honda quest’inverno siamo andati a cena insieme, senza mai parlare di moto ed è giusto così. In Gresini abbiamo avuta una relazione molto stretta in appena un anno". Il lavoro nel costruire il suo nucleo è continuato durante l'inverno: "Sono stato in contatto durante tutto l’inverno con il mio capotecnico, Marco Rigamonti, con tutta la squadra pian piano faremo sempre più gruppo, ho portato con me una persona di fiducia perché ne sentivo il bisogno per sentirmi più comodo e fare questa transizione in maniera più facile. Parliamo la stessa lingua, che è importante”.

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